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TESTATO PER VOI
14.12.2016 - 11:000

Luna di miele con il nuovo MacBook Pro da 15 pollici

Abbiamo passato 10 giorni con il nuovo portatile di punta della Apple scoprendone pregi e difetti. Finita la luna di miele, ecco il nostro verdetto.

LUGANO - Dopo una decina di giorni da quando ci è stato recapitato il modello da 15 pollici le cose da dire sono tante. Le novità vanno dalla tanto discussa e pubblicizzata Touch Bar, alla tastiera, al TrackPad di dimensioni “esagerate”, al nuovo sistema audio, allo schermo “più luminoso e colorato che mai”, fino ad arrivare alle novità hardware: processori, schede grafiche, prese USB-C e batteria.

Touch Bar - Le potenzialità della Touch Bar risiedono nella sua capacità  di adattarsi alle applicazioni mettendo a portata di polpastrello opzioni e funzionalità che altrimenti andrebbero ricercate in menu e sottomenu talvolta molto complessi. Le aspettative erano alte e riteniamo che in alcuni casi, per esempio in Garage Band, Final Cut (in questi casi è oggettivamente molto utile), ma anche con software meno complessi come iTunes, Quick Time, Foto e Pages, siano state più che rispettate. Adattandosi all’applicazione aperta la Touch Bar permette di accedere rapidamente a comandi che normalmente richiederebbero diversi passaggi. In alcuni casi, invece, come quando si vuole alzare il volume, rende un’attività finora molto semplice più complessa di quanto ci piacerebbe che fosse. Tra i difetti che abbiamo notato segnaliamo che più volte ci è capitato di attivare involontariamente, semplicemente sfiorando il sottile schermo tattile, il tasto “esc” nell’angolo in alto a sinistra o, più frequentemente, i tasti per alzare/abbassare il volume o quelli per regolare l’illuminazione dello schermo, posti all’estremo opposto. Nulla di sconvolgente, ma rimane il fatto che con i tasti virtuali questo non era mai successo.

Ritornando alle doti camaleontiche, dobbiamo segnalare che attualmente esse sono a nostro parere ancora troppo limitate. La striscia di controllo è facilmente modificabile passando dalle preferenze di sistema e dal menu della tastiera. I vantaggi sono secondo noi evidenti, la possibilità di inserire un tasto per la cattura dello schermo è sì una banalità che però ci velocizza notevolmente il lavoro.

Le sorti future di questa tecnologia sono secondo noi nelle mani degli sviluppatori. In tal senso pensiamo che i primi segnali siano incoraggianti: a breve dovrebbe venire distribuito il pacchetto Office di Microsoft adattato alla nuova striscia di controllo, e anche altri grandi marchi come Adobe hanno già aggiornato i propri prodotti.

Tasti e TrackPad - Scivolando leggermente verso il basso l’attenzione va alla nuova tastiera. Rispetto alla generazione passata il cambiamento è drastico, molto meno se avete utilizzato i recenti MacBook o le tastiere Magic Keyboard. L’escursione dei tasti ridottissima può non piacere ad un primo approccio e richiede, probabilmente, del tempo prima di venire apprezzata. Per quanto concerne il Track Pad va detto che il lavoro fatto per evitare attivazione accidentali è notevole. La superficie riconosce infatti unicamente i polpastrelli ignorando abilmente i palmi delle mani che, inevitabilmente, vi si appoggiano quando si usa la tastiera. Non siamo sicuri che la dimensione extralarge fosse realmente indispensabile, ma il suo funzionamento nel complesso è davvero ottimo.

A/V - Per quanto riguarda il comparto audio il giudizio non ci sembra possa scostarsi dallo stupore e apprezzamento. In questo contesto, quello di un computer portatile sebbene professionale di pochi millimetri di spessore, gli ingegneri di Cupertino hanno secondo noi fatto un sostanzioso passo in avanti. Bassi, medi e alti suonano ottimamente e non ci sembra più indispensabile collegare delle cuffie o delle casse per ascoltare musica o guardare i film con una qualità audio soddisfacente. I 15.4 pollici dello schermo che abbiamo potuto testare hanno impressionato in particolare modo grazie all’ampliamento della gamma cromatica del 25% rispetto ai precedenti sRGB, e un guadagno in brillantezza del 67%. Progressi difficili da valutare se non si è esperti del settore e quindi ci limitiamo a registrare l’impressione che effettivamente la qualità delle immagini sia superiore.

CPU e GPU - Da un computer professionale appena sfornato è giusto attendersi prestazioni decisamente superiori rispetto alle generazioni precedenti. In occasione della presentazione alla quale abbiamo assistito a metà novembre le capacità di elaborare video 4K con Final Cut ci avevano impressionato. Il processo di renderizzazione era pressoché istantaneo in filmati di diversi minuti di lunghezza. Prestazioni analoghe le abbiamo lette da colleghi che hanno messo alla frusta la dotazione hardware con benchmark di ogni genere. Abbiamo potuto testare l’impressionante rapidità della memoria SSD che legge e scrive a velocità mai raggiunte prima. Il tutto si traduce in una rapidità di apertura delle applicazioni (il tempo irrisorio impiegato nell’attivarsi quando si apre lo schermo o si accende il computer ne è un esempio) e una fluidità raramente sperimentata. Per quanto concerne le due schede grafiche, quella integrata e quella dedicata, possiamo dire che il nuovo MacBook Pro pur non essendo un portatile per giocatori se la cava in modo più che dignitoso.

Batteria e USB-C — Scordatevi le 10 ore di utilizzo pubblicizzate da Apple. Le condizioni con le quale a Cupertino sono riusciti a raggiungere questo risultato non sono a nostro avviso quelle nelle quali la maggior parte delle persone utilizzerà il portatile e in effetti abbiamo sperimentato risultati decisamente differenti. Giocando o con carichi di lavoro altrettanto impegnativi la batteria si scarica “a vista d’occhio”, mentre lavorando con elaboratori di testo, Safari (con diversi Tab aperti), Mail, Foto e altre applicazioni aperte e con livelli di luminosità dello schermo tra il 60-80% siamo arrivati a 6-8 ore di utilizzo. Una forbice di tempo considerevole ma legata a una serie di variabili davvero elevata. Questa è senza dubbio la maggiore delusione che il nuovo MacBook Pro da 15 pollici ci ha dato. Per quanto concerne le quattro prese USB-C, che hanno soppiantato tutte le altre porte, non ce la sentiamo di sbilanciarci troppo. Nella nostra prova non ci è mai capitato di maledire la scelta presa a Cupertino. È chiaro che, come nel recente passato con i nuovi iPhone7, la scelta di abbandonare degli standard in virtù di soluzioni non ancora largamente diffuse fa storcere il naso. Siamo però convinti che negli ambienti professionali, per i quali è stata progettata la nuova linea, non saranno in tanti a lamentarsi perché i vantaggi in termini di rapidità e versatilità sono reali e rapidamente apprezzabili.

Conclusioni - Considerando i prezzi elevati dei modelli dotati di Touch Bar, sia per la linea da 13 pollici (1999 CHF prezzo di partenza) che per quella da noi testata (2699 CHF), crediamo che ancor più del solito la scelta di acquistare un nuovo MacBook Pro e debba essere ragionata e non di pancia. I vantaggi ci sembrano evidenti e la concorrenza avrà da lavorare per mettere in ombra questi modelli, la Touch Bar, se attualmente non sembra ancora brillare, lo farà nei prossimi mesi quando da più parti (è atteso il pacchetto Office di Microsoft, ma non solo) arriveranno prodotti progettati per integrare il piccolo schermo tattile di Apple. Va anche detto che nessuna delle novità presentate ci sembrano nel breve-medio termine irrinunciabili, dipenderà molto da come queste verranno recepite dagli sviluppatori e quanto rapidamente la concorrenza vorrà seguire Apple in questa direzione.

Modello testato: MacBook Pro da 15.4 pollici, processore Intel Core i7 a 2.6GHz, 16 GB di memoria RAM a 2133 MHz, scheda grafica integrata Intel HD 530 (con 1536 MB di memoria VRAM) e scheda grafica dedicata AMD Radeon Pro 450 (con 2048 MB VRAM)

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