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SUPSI
19.12.2017 - 07:000

Le differenze che arricchiscono

Intervista a Pierre Jaccard, laureando master in Conservazione e restauro alla SUPSI

 

Come sei giunto alla conservazione e restauro? 

Ho sempre nutrito interesse per l’arte e il disegno. Dopo aver conseguito la maturità artistica, ho lavorato come pittore e svolto il servizio militare. Durante questo anno “vacante” ho sentito la necessità di approfondire la mia conoscenza sulle tecniche e sui materiali e di specializzarmi in restauro.

Come è stato il tuo percorso di studio? 

Come tanti avevo una visione romantica di questa disciplina: immaginavo il pittore che ritocca le opere in un clima “artistico”, ma la parte scientifica si è rivelata importante. Si studia chimica, fisica dei materiali, si trattano questioni tecniche, storiche ed etiche legate al restauro, e dopo un primo momento di adattamento ho potuto apprezzare gli aspetti meno noti del percorso. Ho appena concluso il Master, ma già durante il lavoro di tesi ho trovato impiego nel settore dei restauri storici e così ho alternato studio e professione.

Esistono professioni da uomini o da donne o approcci legati al genere? 

Non direi, anche se nel corso del primo triennio di studi mi sono trovato in una classe di sole donne. Fra docenti e professionisti c’è comunque maggiore equilibrio. Credo che gli approcci siano individuali, forse gli uomini trattano più volentieri le questioni tecniche, mentre le donne affrontano più volentieri gli aspetti artistici, in ogni caso le differenze rappresentano soprattutto un arricchimento, anche nei team di lavoro.

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Ultimo aggiornamento: 2018-04-24 20:12:38 | 91.208.130.86