Quello che unisce e quello che divide

Dove, come e quando ci si incontra a metà?
In questi giorni concitati per la chiesa cattolica, succede assai di frequente di incontrare, sui giornali o nei notiziari, dei resoconti o dei ritratti di pontefici passati. Non per puro caso mi capita quindi tra le mani una frase di Giovanni XXIII che recita: “Cercate quello che vi unisce, e non quello che vi divide”. Provo quindi a pensare a questa frase declinata sui nostri giorni e, soprattutto, sulla relazione che abbiamo con i nostri bambini e i nostri ragazzi. Mi chiedo: oltre quelli che sono i legami di parentela che si stringono all’interno di una famiglia, quali sono le cose che uniscono le generazioni giovani a quelle meno giovani?
Ci sono certamente dei terreni di esperienza comune che vanno al di là del semplice condividere spazi e luoghi di vita: ci siamo mai chiesti, oggi, quali sono? Quali sono i valori sulla base dei quali entriamo in relazione con i nostri ragazzi e con loro discutiamo, lavoriamo, riflettiamo? Abbiamo mai pensato a rinnovare questi spazi di incontro, sul piano intellettuale, educativo, morale e via dicendo? Questioni grosse che suscitano mille reazioni. L’importante è non lasciare al caso la responsabilità di dare delle risposte sensate a questi interrogativi.




