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PRO JUVENTUTE
16.08.2018 - 07:000

Gli idoli odierni che sfuggono

Non solo sportivi o personaggi famosi. Gli eroi dei ragazzi possiamo essere anche noi

 

Di recente, sulle colonne di questo quotidiano mi è successo di leggere di un campione sportivo che diceva qualcosa del tipo: "non ho mai cercato di imitare i miei idoli; ho sempre ritenuto che fosse sbagliato". Ci può anche stare, visti i risultati del tutto eccezionali conseguiti.

È però un fatto che gli idoli esistono, e per fortuna, aggiungo. Tutti abbiamo sognato, fantasticato, di battere un calcio di rigore all'ultimo minuto del campionato del mondo oppure di ascoltare gli scroscianti applausi del teatro al termine della nostra rappresentazione, e via dicendo.

Sognare attraverso i propri idoli, o eroi (ce ne fossero) è e rimane importante. Il problema è che oggi non è facile rintracciarli. La loro presenza sulla scena è sempre più breve, quasi istantanea; ciò rende complicato il processo – diciamo così, alla buona – di identificazione poiché il tutto sembra sfuggire, andarsene con la stessa velocità con cui è arrivato.

Il fatto è però che ogni ragazzino o ragazzina può rintracciare in ogni adulto un suo proprio (magari: privato) eroe, e questo anche (forse: soprattutto) al di fuori della propria cerchia famigliare. Siamo pronti a tutto ciò? Che noi lo vogliamo o no i ragazzini ci guardano in continuazione, ammirano ad esempio le gesta sportive degli atleti o le performance dei musicisti e dei danzatori; rimangono a volte anche ad occhi aperti davanti a quello che alcuni adulti fanno, poiché potrebbe essere per loro anche qualcosa di magico, di segreto, di assolutamente fantastico. Ed è bello sapere che condividiamo con i più piccini anche questa responsabilità, che altro non è che quella di indicare delle vie che – magari solo attraverso il sogno – possono essere prima battute e poi abbandonate. Ognuna delle esperienze che contraddistingue una vita carica di senso può essere vissuta da chi la osserva come qualcosa di importante. Sarà poi la maturità e i bisogni di quel giovane a permettergli di decidere se vale la pena giocare la partita dell'imitazione oppure no.

Articolo di Ilario Lodi, Responsabile Pro Juventute Svizzera italiana

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