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PRO JUVENTUTE
23.03.2017 - 06:000

I giovani fanno notizia solo quando si comportano male

Pur riuscendo a sopravvivere tra mille difficoltà, dei ragazzi si parla solo quando superano le righe

 

Un giorno chiesi ad una giornalista perché il suo quotidiano si ostinava a mettere in prima pagina i giovani solo quando la notizia riportava qualcosa di negativo. La risposta fu una lezione: «Per fortuna che è ancora una notizia». Bene. Ma, mi chiedo, come mai quando si parla pubblicamente di bambini e di giovani lo si fa prevalentemente quando l'occasione è negativa, quando un giovane, detto altrimenti, è andato sopra le righe? Forse non può essere altrimenti: una notizia sui giovani è così oppure non è. E tutto quello che, invece, rimane nascosto perché rientra nella assoluta normalità?

Sto pensando ai giovani (quanti? Il 96 o il 97 per cento, se non di più) che se la stanno cavando, magari anche bene, forse anche molto bene. Giovani i quali, seppur in mezzo a mille difficoltà – difficoltà che, non dimentichiamolo, noi adulti abbiamo contribuito a creare magari con la nostra accondiscendenza o con la nostra incapacità ad assumerci delle responsabilità là dove queste dovevano essere esercitate – si stanno piano piano costruendo un futuro, e magari contrapponendosi (e non in virtù) ad alcuni esempi forse poco edificanti, che noi adulti a volte forniamo loro.

I giovani, purtroppo, non fanno notizia o, se la fanno, è perché noi adulti siamo stati abituati a pensare (ma senza pensarci veramente) che i bambini vanno protetti e che i giovani sono il nostro futuro. Lo diciamo ormai troppo spesso senza rifletterci e senza assumerci la conseguente responsabilità di crescere, tutti insieme, i ragazzi che vivono attorno a noi.

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