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ITALIA
12.02.2018 - 07:020

Teroldego Rotaliano DOC un buon rosso

Un vino rosso importante ed apprezzato

 

TRENTO - Il Teroldego Rotaliano DOC è un vino rosso robusto, durante una cena più che durante un happy hour è fra quelli che puoi definire “un buon rosso” o ancora meglio “un vino muto che fa parlare”.

Nasce da uve di grandissima qualità e da un attento processo di vinificazione, studiato per ottenere un Teroldego Rotaliano autentico, di grande bevibilità, capace di mantenere le sue peculiarità coniugandole con il gusto internazionale. Consacrato tra le stelle dell’enologia nazionale italiana, è un vino che stupisce ed emoziona per la sua vivacità, raffinata morbidezza e complessità.

Recenti studi anche di carattere genetico dimostrano che il Teroldego presenta notevoli affinità con il Lagrein, il Syrah e persino con il Marzemino.

Mantiene e migliora nel tempo le proprie caratteristiche qualitative. Il Teroldego Rotaliano DOC è un vino pronto, ma è anche vero che lo si può “dimenticare” in cantina per più di 10 anni riservando poi piacevoli sorprese.

Il colore è rosso rubino piuttosto intenso e il profumo è caratteristico fruttato, intenso, il sapore è asciutto, sapido, pieno con un piacevole retrogusto amarognolo, un po’ tannico, armonico. Abbinamenti ottimali con tagli importanti di carne rossa alla brace, selvaggina e formaggi a pasta dura.

Le tipologie per il Teroldego Rotaliano DOC sono Rosso o Rosato. La qualifica “Superiore” presenta una gradazione alcolica di almeno 11.5° e la “Riserva” deve avere almeno 24 mesi di d’invecchiamento ed una gradazione alcolica di almeno 12°. La descrizione in etichetta per il rosso può anche essere “Rubino” e per il rosato “Kretzer".

Il nome deriva dalla sua zona di produzione, viene infatti vinificato nella porzione del Campo Rotaliano fra i comuni di Mezzolombardo, Mezzocorona e nella frazione di Grumo del comune di San Michele all’Adige in provincia di Trento.

Il Teroldego Rotaliano DOC è il principe dei vini trentini conosciuto e stimato fin dai tempi più antichi, citato da poeti e scrittori «…vini muti che fan parlare…» scriveva nelle sue cronache del Concilio di Trento (1545-1563) Michelangelo Mariani nel 1673 un vino che già a suo tempo diceva la sua.

Articolo scritto da SellWine

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Ultimo aggiornamento: 2018-02-22 15:23:01 | 91.208.130.87