Segnala alla redazione
Foto Dreamstime
Mappamondo del turismo infuocato
MONDO
25.10.2019 - 10:490
Aggiornamento : 29.10.2019 - 09:37

Boicottare la Turchia oppure l’Arabia Saudita?

Meta turistica: scelta difficile tra ecologia e rispetto dei diritti umani

PARIGI – Spesso i paradisi tropicali, i paesaggi da cartolina, le foto dei cataloghi di viaggio nascondono una realtà più inquietante e complessa. Possiamo continuare a viaggiare come se niente fosse, chiudendoci in resort di lusso uguali in tutto il mondo, oppure possiamo trasformare le nostre esperienze in viaggi etici contribuendo alla tutela dei diritti umani di questi paesi? Il turismo responsabile si declina in numerose accezioni, che prestano attenzione all’ecosotenibilità, al sostegno economico alle comunità locali, alla tutela dei diritti umani delle popolazioni, in particolare delle donne, dei bambini e delle minoranze etniche.

Non dobbiamo dimenticare che il turismo è un fattore economico che potenzialmente ha molta influenza sulle scelte dei governi responsabili delle violazioni. Organizzare viaggi etici, dunque, non significa necessariamente evitare questi Paesi, ma anche sceglierli come meta per conoscerli ed entrare in contatto con la popolazione e le sue istanze. La prima campagna per boicottare un Paese come meta turistica risale al 1999, quando il Myanmar (ex Birmania), che violava sistematicamente i diritti umani, fu al centro di una battaglia
sostenuta anche dal Parlamento Europeo.

Ma ci sono sempre molte polemiche sul reale valore di queste iniziative e ci si chiede se non sia meglio puntare sulla conoscenza e il sostegno alle comunità locali. Per questo Ethical Traveler ha stilato una lista di 10 Paesi in via di sviluppo attenti ai diritti umani e alla sostenibilità ambientale e sociale da scegliere come meta di viaggi etici per sostenerli economicamente nel loro percorso verso una sempre maggiore apertura. La ricerca è basata sui report di organizzazioni internazionali quali Unicef, Freedom House e Amnesty International. Turchia, Arabia Saudita, Russia, Egitto, Iran, Israele? Forse meglio cambiare e premiare le destinazioni che mostrano uno sforzo nella giusta direzione.

Non vengono presi in considerazione paesi perfetti dal punto di vista sociale e della tutela dei diritti umani. In alcuni casi troveremo ancora delle carenze o addirittura vere e proprie violazioni. Ma si tratta di governi che si stanno impegnando in questo percorso e vanno sostenuti. In molti casi si tratta di stati insulari. Infatti i drammatici cambiamenti climatici che interessano il nostro pianeta influenzano la qualità della vita. Viaggiare in questi Paesi significa premiare i governi che decidono di investire in politiche coraggiose di difesa dell’ambiente e di sviluppo sociale.

 

Testo a cura di Claudio Rossetti

Contatto: newsblog@viaggirossetti.ch 
Link utile: www.viaggirossetti.ch 

Copyright © 1997-2019 TicinOnline SA - Tutti i diritti riservati
IMPRESSUM - DISCLAIMER - SEGNALACI - COMPANY PAGES
Disposizioni sulla protezione dei dati  -   Cookie e pubblicità online  -   Diritto all'oblio


Ultimo aggiornamento: 2019-11-19 02:16:51 | 91.208.130.86