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ASCONA
02.02.2019 - 07:000

La rinascita delle Isole di Brissago

Veri gioielli del Lago Maggiore hanno bisogno di idee nuove e… vecchie

 

ASCONA – Per le Isole di Brissago è tempo di rinascita: il passaggio di proprietà al Cantone con un atteso e auspicato rilancio milionario. Il presente del prezioso gioiello sul Lago Maggiore è segnato purtroppo dalle cifre rosse: perdite cumulate per quasi un milione di franchi e un capitale proprio negativo. La situazione finanziaria ha spinto i comuni comproprietari (Ascona, Brissago e Ronco s/Ascona) a tirarsi indietro. Un cambiamento necessario che offre opportunità organizzative, gestionali e di comunicazione.

Come procedere? Personalmente sono convinto che non ci vogliano idee strabilianti (come per esempio la passerella à la Christo), ma progetti e misure che mettano in risalto i veri valori del luogo, la storia delle isole, i personaggi che vi hanno soggiornato, il microclima che ha favorito lo sviluppo del parco.

Un’isola ‘creata’ da Antoinette Bayer nata a San Pietroburgo nel 1856, con ogni probabilità figlia dello zar Alessandro I. Donna molta ambita: a 16 anni emigra a Napoli dove si sposa per la prima volta. Segue un secondo matrimonio con un certo Jaeger. Nel 1881 sposa Richard Fleming, ufficiale dell’esercito britannico e si trasferisce sulle sponde del Lago Maggiore. In Ticino Antoinette arriva alla Baronata di Minusio, storica villa che si affaccia sul Verbano. Con la morte di uno zio del marito, barone St. Legér, riceve una eredità cospicua che le permette di acquistare per ventimila franchi l’Isola dei conigli (così erano chiamate allora le Isole di Brissago). L’atto d’acquisto porta la data del 7 luglio 1885. Subito ebbe inizio la trasformazione dell’Isola Grande in parco, che venne dotato di piante rare, come gli Eucalipti dell’Australia, di diverse Palme, come lo dimostra ancora oggi il bellissimo esemplare di Phoenix canariensis.

Poi, non dimentichiamo la miriade di personaggi che hanno fatto visita alle Isole di Brissago. Antoinette infatti frequenta Franz Liszt e gli ambienti musicali, poi i Troubetzkoi (artisti con la villa a Ghiffa), il pittore verbanese Daniele Ranzoni e l’artista locarnese Filippo Franzoni. Sull’isola vi affluivano anche poeti, tra i quali Rainer M. Rilke e Luigi Menapace che dedicò alla Saint Leger alcune righe nel suo libro “Sole d’Ascona”, del 1957. Antoinette passa la vita fra salotti letterari e concerti, con fitti rapporti epistolari in tutte le lingue, ad Ascona conosce molti artisti e personaggi della cultura, fra i quali la russa Marianne von Werefkin, ed è ispiratrice dello scrittore irlandese James Joyce.

Come si potrebbe far tornare il numero di visitatori ai famosi centomila di un tempo (oggi più o meno la metà)? Sicuramente migliorando l’offerta dei collegamenti via acqua: le Isole Borromee vengono servite da numerosi taxi-barca che fanno la spola con le zone rivierasche (un milione di visitatori). Bisognerà accordarsi con la società di navigazione, vero, ma questo non è impossibile. In seguito si dovranno valorizzare la villa (per esempio con una mostra sull’avvincente storia delle isole, con visite guidate,…) e il parco botanico (il microclima permette di scoprire in poco spazio la flora australiana e quella mediterranea), migliorare l’offerta turistica (albergo e ristorazione), offrire pontili alle numerose barche private in navigazione sul lago. E perché no, collegare le due isole con un ponte di barche oppure con un battello ‘funicolare’. Questo permetterebbe di sfrutture l’isolino per attività e giochi riservati alle famiglie oppure per eventi culturali.

Testo a cura di Claudio Rossetti

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