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ITALIA
30.08.2018 - 07:000
Aggiornamento 31.08.2018 - 16:09

Le navi Costa festeggiano i loro 70 anni con nuove idee

Navi sempre più grandi, ma cresce anche l’impegno a favore dell’ambiente

 

GENOVA – Il 31 marzo scorso Costa Crociere ha festeggiato i 70 anni di attività dal dopoguerra: si tratta di una delle ultime compagnie di navigazione sopravvissute a Genova, retaggio di un passato in cui la città era capitale dell’economia e della cultura marittima italiana. 

Per decenni la presenza delle ciminiere gialle ha caratterizzato il bacino storico di Genova: nonostante quel traffico si sia spostato di pochi chilometri e ormai già 15 anni fa, per molti in città il porto... “è un po’ meno porto” senza le ammiraglie della compagnia.

A fine marzo Costa ha ricordato i primi 70 anni di attività nel settore passeggeri (perché l’impresa Giacomo Costa fu Andrea nasce nel 1854 come per il commercio di olio, e l’ingresso nel mondo marittimo è del 1924: ma solo il 31 marzo 1948 nasce la Linea C con il primo viaggio della “Anna C” verso Buenos Aires) e un’infinita serie di primati su impulso di Angelo Costa, che da numero uno di Confindustria fu tra i protagonisti del boom economico italiano. Nel 1959 presenta la “Franca C”, la prima nave interamente dedicata al mercato crocieristico, e negli stessi anni in cui l’Italia di Navigazione metteva in servizio gli splendidi - ma già superati dai tempi - transatlantici “Michelangelo” e “Raffaello”, la Costa nel 1968 è la prima compagnia a offrire il pacchetto “aereo più nave” ai clienti. Del 1964 è la “Eugenio C”, che per ingegneria e architettura rivoluzionò il settore delle navi passeggeri, e nel decennio successivo Costa è il più grande operatore crocieristico
globale. 

Il passaggio nel ’97 al colosso americano Carnival (che riporta le unità sotto bandiera italiana) apre la strada a un imponente piano di crescita tutto affidato a Fincantieri, all’acquisizione di Aida e all’ingresso nel mercato cinese e arabo.

Oltre a costruire navi sempre più capienti, la Costa intende muoversi anche verso un turismo più ecologico e rispettoso dell’ambiente. In particolare, con il progetto “Taste don’t waste” gli armatori hanno l’obiettivo di ridurre del 50 % i rifiuti alimentari. Il progetto intende mettere un giusto freno alle abbuffate dei passeggeri all inlcusive… I 3'227 collaboratori a bordo della nuovissima “Diadema” si stanno, per esempio, concentrando sull’ottimizazione di tutti i processi produttivi. Inoltre, nel porto di Ostia i pasti non consumati vengono distribuiti gratuitamente al centro per giovani “La Repubblica dei ragazzi”.

Testo a cura di Claudio Rossetti

Contatto: newsblog@viaggirossetti.ch 

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