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VALLESE
07.03.2018 - 07:000

Martigny, la romana a quattro zampe

Un weekend alla scoperta di Octodurus e Barry

 

MARTIGNY - Il Vallese francofono dista unicamente 130 chilometri dal Ticino, ma è ancora sconosciuta ai più. L’insediamento di Octodurus, ovvero la moderna Martigny, rappresenta indubbiamento una perla acheologica grazie al museo gallo romano situato all’interno di un altro luogo simbolo per la cultura, la prestigiosa Fondazione Gianadda con le sue mostre pittoriche di fama mondiale. Attualmente e fino al 10 giugno alla fondazione è esposta “Toulouse Lautrec à la belle époque”. Di origine celtica, i Romani e le truppe di Napoleone hanno lasciato le loro tracce a Martigny. È possibile infatti ammirare, oltre a un anfiteatro restaurato, anche le terme romane, templi e antichi quartieri residenziali. Martigny è stata la prima sede vescovile della Svizzera. Negli storici quartieri di La Bâtiaz e di Vieux-Bourg si trovano edifici storici, sacri e profani che vale la pena visitare.

A Martigny, al bivio verso il colle del Gran San Bernardo si trova un museo da non perdere: il Barryland. Un museo vivente voluto da Léonard Gianadda e da Bernard De Watteville, che si trova nell’ex arsenale, accanto all’anfiteatro romano, è il centro d’incontro per eccellenza tra esseri umani e San Bernardo del colle omonimo. I famosi cani San Bernardo, con la loro storia fatta di salvataggi e incontri importanti, costituiscono la principale attrazione del museo. I simpatici cagnoloni possono scorrazzare liberamente sotto gli occhi divertiti dei visitatori e a orari stabiliti si lasciano dai grandi e piccini.
Un’occasione per scoprire di più sulla razza e sul ruolo del San Bernardo quale cane attivo nel campo sociale. Riservate pure un po’ di tempo per una fermata al ristorante del museo “Le Collier d’Or” (specialità il Barry-Burger oppure il menu del giorno) e allo shop per un souvenir!

Martigny è anche conosciuta per la gastronomia nonché per i numerosi ristoranti e trattorie. In passato, le sue prelibatezze gastronomiche hanno affascinato Rousseau, Goethe, Stendhal e Liszt. Vicino alla Place Centrale si trova la storica Taverne de la Tour con le sue specialità al formaggio. Io vi consiglio la fondue al pepe è davvero unica e si lascia combinare con un piatto vallesano come antipasto.

Articolo a cura di Claudio Rossetti

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