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RIVOLUZIONE CANNABIS
31.07.2020 - 08:000

Cannabis e Pesticidi

Perché si usano e quali conseguenze possono avere

Come per ogni tipo di coltivazione, questo momento dell’anno è particolarmente critico in quanto le altre temperature creano l’ambiente ideale per patogeni, come insetti, funghi e batteri. La Cannabis non fa eccezione, specialmente se coltivata in campo aperto o in serra, ma anche, in alcuni casi, quando cresciuta indoor.

Per questo motivo, questa è la stagione in cui viene utilizzata la maggior parte dei pesticidi, per evitare che il raccolto venga danneggiato in maniera irrecuperabile da agenti esterni. Questi prodotti, talvolta dannosi per l’ambiente e per il consumatore finale, vanno però utilizzati con estrema responsabilità.

Chi fa più uso di pesticidi?

Le tipologie di coltivazione per cui i pesticidi sono maggiormente utilizzati sono sicuramente quelle in campo aperto. Come riportato in precedenza, infatti, la coltivazione outdoor espone la Cannabis a tutti gli effetti degli agenti esterni, inclusi i parassiti quali insetti e funghi. Le coltivazioni Indoor invece sono esattamente al capo opposto della scala, grazie al completo controllo sui parametri di temperatura e umidità e la loro natura chiusa.

Non tutti i pesticidi però sono uguali e la prima distinzione è nella loro composizione. Alcuni sono a base organica, estratti quindi da altre piante od organismi. Altri invece sono derivanti da sintesi chimica e formulati in laboratorio a partire da sostanze tossiche per i parassiti e, talvolta, anche per i consumatori di Cannabis.

I composti organici sono i più utilizzati, soprattutto da parte dei coltivatori più coscienziosi, ma non è purtroppo così raro l’utilizzo di pesticidi di sintesi, di cui si può trovare traccia anche nelle Infiorescenze vendute al pubblico.

Potenziali danni per l’ambiente

Oltre ad avere possibili ripercussioni sulla salute dei consumatori, l’uso di pesticidi di sintesi può causare danni anche gravi all’ambiente. Se consideriamo le piantagioni di Cannabis outdoor, per le quali i pesticidi giocano un ruolo fondamentale, queste confinano spesso con altri campi, dove crescono prodotti diversi.
Utilizzando dei pesticidi chimici, è facile che questi vadano ad intaccare anche le coltivazioni adiacenti.

In questo modo si mina l’equilibrio di un intero sistema. Buona parte dei pesticidi infatti riusciranno a tenere lontani parassiti come tripidi, bruchi e ragni rossi, ma allo stesso tempo allontaneranno o avveleneranno anche quegli insetti utili all’ecosistema, come ad esempio le api. Inoltre, allontanando o uccidendo ogni tipo di insetto, si allontaneranno di conseguenza anche i loro predatori naturali, svuotando poco alla volta l’area da diverse forme di vita che la popolano abitualmente, creando di conseguenza una ulteriore necessità di pesticidi per i nuovi patogeni che si insedieranno indisturbati.

L’applicazione dei pesticidi

Dati gli ingenti danni all’ambiente e alle persone che i pesticidi di sintesi possono causare è sempre sconsigliato farne uso, se non in caso di assoluta ed estrema necessità. I prodotti organici sono quindi da preferire, ma in ogni caso non bisogna abusarne. In entrambi i casi è sempre meglio applicarli seguendo le indicazioni presenti sulla confezione.

Da questo punto di vista, la coltivazione indoor permette un uso molto mirato di composti pesticidi organici, in quanto solitamente più contenuta nelle dimensioni rispetto ad una piantagione all’aperto, o di evitarne completamente l’uso, se tutti i parametri sono perfettamente controllati.

 

Articolo a cura di MA True Cannabis

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