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Ristor&Azione
06.11.2017 - 07:000

Cibo a domicilio, richieste record in Ticino

C’era una volta - e neanche troppo spesso - il ragazzo delle consegne, ora ci sono Perfeat e Divoora: vediamo com’è cambiato il nostro modo di mangiare attraverso l’uso di internet

 

LUGANO - Solo una decina di anni fa, quando il frigorifero sembrava il deserto dei tartari, ma non avevamo voglia di uscire di casa o spendere molti soldi al ristorante, si chiamava il numero (fisso) di qualche pizzeria e si sperava facesse il servizio di consegna a domicilio, già diffusissimo nella Svizzera interna e nella vicina Italia.
Quando scoprivamo che c’era un localino che lo faceva, diventava il nostro posto di fiducia.

E a livello organizzativo, le consegne a domicilio si limitavano a questo. Pochissimi posti e un “ragazzo delle consegne”. Altro che “sistemi di delivery”, come si definiscono adesso.

Poi, nel resto d’Europa, il fenomeno non solo si diffuse, ma venne automatizzato, grazie alla diffusione dei collegamenti internet veloci (tipo ADSL), e fiorirono i siti web per ordinare da casa qualsiasi tipo di cibo, e senza usare il telefono: non solo pizze, ma anche piatti gourmet. E anche in Svizzera, nel corso del tempo, nonostante la nostra voglia di guardare in faccia chi ci vende un servizio, i ristoranti iniziarono ad attrezzarsi - e ancora continuano a farlo - a un cambiamento che non era non solo tecnologico, ma anche di abitudini, e anche da noi arrivò il precursore di questi sistemi, JustEat, seguito oggi da Foodora, Glove e Deliveroo. In un’epoca in cui si lavora sempre di più e si passa tanto tempo a fare networking, spesso preferiamo restare a casa e passare del tempo da soli o con i nostri cari, ma senza perdere il desiderio - talvolta comprensibile, dato lo stress che ci circonda - di mangiar bene, il più sano possibile, e di non cucinare.

Per questo, dopo Eat.ch e dopo un aumento dei locali a cui poter telefonare per asporto o consegne, in Ticino venne introdotto HSH Delivery, e adesso ci sono Divoora e altre piattaforme.

Grazie a queste applicazioni, è possibile scegliere un ristorante nelle vicinanze, osservare con calma il menù e ordinare online anche dallo smartphone, pagando con carta di credito (una volta anche in contanti). Dopo, una e-mail ti conferma la comanda e, nei migliori dei casi, ti fa sapere quanto tempo passerà, prima che il fattorino o “ragazzo delle consegne”, oggi “delivery man”, arrivi a casa propria, ormai con delle confezioni che mantengono intatti temperatura, fragranza e nutrienti delle preparazioni originarie.

Ad esempio, con il sistema di consegne che ho realizzato io, insieme al mio trainer, Niccolò Esposito, che è anche esperto di nutrizione, e che si chiama Perfeat, chi vuole seguire un’alimentazione bilanciata può scegliere online tra piatti riconducibili a tre varianti (Veg, Clean e Paleo), gustosamente cucinati dallo chef del Ciani, equilibrate dal punto di vista calorico, e farsele spedire presso il proprio punto di ritiro preferito (uffici, centri fitness o luoghi pubblici), per avere le giuste energie per fare attività fisica o per la vita di tutti i giorni.

Qualità invariata, maggiore comodità; viene eliminata l’esperienza che si vive all’interno di un ristorante, ma si guadagna in velocità. Non è una soluzione migliore o peggiore della precedente: è semplicemente diversa e adatta a nuovi stili di vita. Permette di fare cose difficili da realizzare, visto che viviamo spesso di corsa.

La parola d’ordine, dunque, è efficienza. E voi, che cosa ne pensate dei servizi di delivery?

Questa rubrica è sponsorizzata dal Ciani Ristorante Lugano

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