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LUGANO
10.04.2017 - 06:000

Sapori in Libertà, alla riscoperta del Ticino

Familiarizzare con il cibo locale, riconoscerne la qualità e comprenderne il valore: tutti gli ingredienti di un evento di successo

LUGANO - Lugano, venerdì sera. Una coppia sui trent'anni esce ridendo dalla porta di un ristorante. Sono giovani, il sorriso è luminoso, parlano ancora del lucioperca e dei vini che hanno assaggiato.

Lui finge il tono di un sommelier, esagerando sulla saccenza; lei invece è davvero esperta e si lascia punzecchiare divertita. Se ne vanno via in taxi e io li seguo ancora un istante con lo sguardo, pensando che non potrebbe esserci inizio migliore per il primo articolo di RistorAzione, la rubrica che da oggi terrò su TIO.

Si è appena concluso Sapori in Libertà, un bell'evento che si è andato fortificando e arricchendo nel corso degli anni, fino a questa sesta edizione. Nel momento in cui scrivo, la manifestazione è ancora in corso e non mi sono ancora pervenuti dati sull'affluenza né le conclusioni degli organizzatori, ma non c'è dubbio ai miei occhi che la manifestazione sia stata un piccolo successo.

Sapori in Libertà, organizzato dalla Città di Lugano, da GastroLugano, Lugano Turismo, Ticino a Tavola, e promosso da Prodega TransGourmet, Sandro Vanini e Cantina Sociale Mendrisio, ha messo al centro di tutto la promozione del territorio e la tradizione, due principi che per me sono da sempre pilastri fondamentali della gastronomia di alta qualità, assieme all'eccellenza delle materie prime, all'impeccabilità della realizzazione, ma anche alla creatività delle ricette, alla presentazione dei piatti e, infine, allo sguardo costantemente rivolto alla scena internazionale, da cui ci arrivano sempre nuove idee e istanze di fusione e innovazione.

E allora, prendo come spunto questa bella manifestazione, che per circa un mese ha coinvolto ristoratori del luganese, operatori del settore e centinaia di appassionati, per sottolineare quale sia secondo me la formula giusta da applicare per vincere le difficoltà degli ultimi anni e affrontare le sfide della ristorazione del futuro.

In un mondo sempre più - giustamente! - internazionale e internazionalizzato, abbiamo bisogno di riscoprire il noi, il qui e l'ora, godendoci le materie prime del nostro territorio, le tradizioni gastronomiche che ci accompagnano da secoli e la stagionalità e riconoscibilità dei piatti, senza però dimenticare di aggiungere tocchi stuzzicanti, sorprendenti, innovativi.

Questa è la ricetta giusta, che ci permette di valorizzare quello che siamo e di attrarre utenti, curiosi e appassionati da fuori, con un gradito ritorno anche economico. È una ricetta facile da realizzare? Tutt'altro, però è il momento di rimboccarsi le maniche e mettersi al lavoro, perché i risultati non vengono da soli a bussare ai nostri ristoranti, ma, come anche Sapori in Libertà ci ha dimostrato, ce la possiamo fare.

Buon lavoro e buon appetito a tutti!

Sono nato in alta montagna, 47 anni fa, a Les Diablerets, in Canton Vaud, trascorrendo la mia infanzia in Ticino, a Canobbio.

Ho iniziato l’apprendistato da cuoco, continuando poi gli studi alla scuola esercenti di Lugano. Le mie prime esperienze di gestione sono state segnate da grandi nomi dell’offerta ristorativa ticinese, ma non mi sono mai fermato: sono partito alla volta di USA, Sud America, Asia, Australia e persino nel Corno d’Africa, e il mondo mi si è presentato come un buffet di profumi e sapori, permettendomi di scoprire le nuove tendenze e di carpire molti segreti. Curiosità, conoscenza e cultura culinaria sono i tre ingredienti essenziali per soddisfare al meglio il cliente.

Nel 2002, ho preso in gestione il ristorante Lido di Lugano, aprendo contestualmente la discoteca Casablanca, all’interno dell’Hotel Villa Sassa. Tra il 2008 e il 2016 ho ampliato la mia formazione, curando ricerca e aggiornamento, e ho ripreso gli studi a livello manageriale conseguendo un diploma di Hotel Management School e l'Executive Master in Business Administration all'Università della Svizzera Italiana.

Nel 2015 sono diventato General Manager del ristorante Ciani Lugano, all’interno del magnifico e omonimo parco.

Tutto questo sono io: Serge Santese.

Ma chiamami pure SEO!

 

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