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FOTO BAZZO
VALLEMAGGIA MAGIC BLUES
01.08.2019 - 18:150

Avegno tra contaminazioni vintage e Louisiana

Prima serata da “sballo” al ritmo di Rockabilly e Rock’n’Roll e seconda, intensa, nel segno del Delta del Mississippi e del Sud rurale degli States

 

 

AVEGNO - Per la piazzetta di Avegno è d’uopo dagli albori del Magic Blues una serata spensierata, allegra, che di solito, chiude la rassegna valmaggese. Il "Producing Team" non ha voluto venir meno nemmeno per questa edizione, pur mancando ancora una settimana alla chiusura della kermesse, prevista eccezionalmente a Maggia.

Largo allora martedì agli scatenati Band goes Wild con il loro sound intriso di Rock’n’Roll e Boogie Woogie. Il gruppo svizzero si è fatto apprezzare per la carica del proprio show, coinvolgente e apprezzato dal pubblico. In particolare evidenza il sound bluesy del chitarrista Larry Schmucki e il boogie del tastierista “Hamp” Ruosch. Non sono stati da meno Slick Steve & Gangsters, che finalmente hanno potuto suonare al Magic Blues, dopo l’acquazzone dello scorso anno, che ne impedì l’esibizione. La loro musica, fatta di molteplici contaminazioni vintage, che pescano nei vari generi, che dagli anni ’20 agli anni ’60, hanno contribuito a creare il tipico sound di molti gruppi. A chiudere gli occhi certi passaggi del bravo chitarrista Allen B.Goode oltre al canonico Rock’n’Roll, rimandavano alle colonne sonore di certi film di Jim Jarmusch e al Quentin Tarantino di Pulp fiction, al sound inizio anni ’60 del Surf Rock di Dick Dale & Del-Tones. Il tutto impreziosito dalle “folli” esibizioni on stage di Steve Slick, cantante, giocoliere e clown, che ha immancabilmente finito per coinvolgere tutto il pubblico in una sfrenata e divertente festa danzante. Un concerto pazzoide insomma, diverso da tutti gli altri, molto divertente!

Ogni edizione del Magic Blues presenta puntualmente il gruppo “sorpresa”, quello che non ti aspetti. Giovedì sera entusiasmo a mille (a ragion veduta) per i Delta Moon, gruppo di Atlanta, poco conosciuto alle nostre latitudini, ma che ha dimostrato classe da vendere, presentando due ore di musica magistralmente eseguita. Ma andiamo con ordine. Dovendo valutare la salute del Blues di casa nostra, possiamo ritenerci più che soddisfatti. La Delta Groove Band è un'altra bella realtà del “Blues made in Ticino”. Il pubblico ha giustamente apprezzato. La loro interpretazione, in chiave moderna, della musica dell’immortale Robert Johnson è notevole, eseguita con vera dedizione. Le varie “Walkin Blues” “Terraplane Blues” sono state l’ideale trampolino di lancio per il concerto dei Delta Moon, quartetto con doppia chitarra slide, che dal primo accenno, ci ha trasportati, sull’onda delle sinuose note di Mark Johnson e Tom Grey, nei territori rurali e paludosi del sud. Musica suonata con l’anima, un amalgama perfetto di Mississippi Blues, Americana Roots Music, Southern e Swamp Rock, che dalle origini (e qui parliamo di nuovo di Robert Johnson) ci porta verso un sound moderno di cui la band è senza ombra di dubbio esponente di primissimo ordine. Tra i musicisti e gli spettatori si è creato un feeling eccezionale, che capita raramente, solo con grandi interpreti e i molti brani tratti dall’ottimo “Babylon is falling” hanno una forza magnetica da pelle d’oca. Splendide anche le cover “Skinny woman” e “Nobody’s fault but mine” (Blind Willie Johnson) che ci rimandano alla Allman Brothers Band e al County Hill Blues dei North Mississippi Allstars, due capisaldi della musica “sudista”. Davvero un concerto indimenticabile, con la speranza di rivederli presto di nuovi alle nostre latitudini. Grazie a gruppi come i Delta Moon la musica continuerà a regalare emozioni al popolo del Blues. Ora Occhi puntati a Maggia, dove mercoledì e giovedì si chiuderà questa magica 18° edizione. Toccherà a Philip Fankhauser mettere i sigilli. 

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