RANCATE«Il cuore fa la differenza in ogni lavoro che ti appassiona»

23.07.21 - 09:30
Federico Zinzi, in arte “Chef Tato”, è nato come cuoco a domicilio durante il lockdown e ora continua con successo
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«Il cuore fa la differenza in ogni lavoro che ti appassiona»
Federico Zinzi, in arte “Chef Tato”, è nato come cuoco a domicilio durante il lockdown e ora continua con successo

RANCATE - Nasce 24 anni fa Federico Zinzi, in arte “Chef Tato”, il cuoco a domicilio che ha allietato il grigiore pandemico dei ticinesi con la sua classe e soprattutto il suo spirito positivo. «Mi chiamava Tato mio cugino Stefano», sorride Federico, che lavora a metà tempo alla casa anziani “La Quiete” di Mendrisio.
Tre portate a scelta per una cena esclusiva a casa per un massimo di 5 persone durante la pandemia. Le richieste non sono mancate, tanto che “Chef Tato” è stato chiamato spesso a fare gli straordinari. «Lo scorso mese di marzo ho preparato 18 cene». Oggi continua a lavorare con il nuovo progetto “Chef Tato & Co.”, che gli permette di coinvolgere un altro cuoco quando vengono superate le 8 riservazioni consentite.

Federico, come è nata l’idea di “Chef Tato”?
«Non ho inventato nulla. In Italia, ad esempio, si propone la cucina a domicilio già da diverso tempo. Ero reduce da un’esperienza di 10 mesi ai Caraibi, dovevo ripartire per il Costarica, poi l’allarme Covid ha rivoluzionato i miei piani. E così ho pensato a un progetto da attuare in Ticino in piena pandemia».

Che impatto ha avuto la tua “carte”?
«Direi quasi insperato. Al di là dell’aspetto professionale, che mi ha permesso di servire 3 portate a rotazione a 100 franchi a persona, con la possibilità di occuparmi direttamente della spesa dai miei fornitori, ho scoperto un lato umano eccezionale dei miei nuovi clienti, che mi ha aiutato a portare avanti un’idea che ha reso anche la mia pandemia più sostenibile. Ho lavorato molto grazie alla fiducia di chi ha creduto in me e anche adesso che i ristoranti hanno riaperto, ricevo ancora richieste per eventi e matrimoni».

Qual è il segreto di uno chef?
«Chi sceglie i tuoi piatti, si aspetta naturalmente la qualità da gustare. Credo che il cuore faccia la differenza in ogni cosa e le persone lo apprezzano in modo particolare. La soddisfazione è soprattutto felicità, chi lavora col cuore la cerca ogni giorno in chi sceglie le tue capacità, in qualsiasi ambito. Bisogna avere il coraggio di mettersi in gioco, a costo di commettere degli errori, ma solo così si può crescere. In questo senso l’esperienza di “Chef Tato a domicilio” mi ha dato molto».

La tua proposta va al di là della cucina.
«Poter offrire ai propri amici una cena di questo tipo ha costituito l’obiettivo di chi ha scelto di invitarli a casa insieme a me, quindi è stato un lavoro in simbiosi, anche perché credo molto nello scambio di idee per arrivare al risultato ottimale. Non nascondo che mi sono anche commosso per aver raggiunto questo scopo».

 

Intervista realizzata da Romano Pezzani

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