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02.06.2022 - 17:350

La stanca del Game Pass e quel timore che sia una “bolla”

Dopo un paio di ritardi di peso, gli abbonati del servizio Microsoft cominciano a chiedersi se ne valga davvero la pena.

REDMOND - Era vista da tutti come la “formula magica” del futuro dei videogiochi, tanto che la concorrenza (leggasi Sony) si è messa a lavorare alacremente per recuperare il gap. Oggi però, dopo una serie di annunci e un generale raffreddamento dell'offerta, c'è chi si chiede se il Game Pass di Microsoft non abbia trovato il suo primo grande singulto.

Ma andiamo con ordine, per chi non lo sapesse il Game Pass è un servizio mensile a pagamento che mette a disposizione del videogiocatore Xbox (e Pc Windows) un catalogo abbastanza nutrito di giochi, così come diverse nuove uscite.

Definito da molti “la Netflix dei videogiochi” si era trovata con il vento in poppa soprattutto nel 2021 e nella prima parte del 2022 grazie a una clamorosa serie di uscite targate Microsoft (tipo “Halo: Infinite” e “Forza Horizon 7”) che hanno – di fatto – pompato il valore dell'offerta a livelli davvero stratosferici. Tante le lodi che Playstation ha iniziato a lavorare a un'alternativa per la sua console, ancora in lavorazione e che arriverà verosimilmente a breve (ma ancora non si sa).

Il problema è che, nel frattempo, l'offerta del Game Pass per questo 2022 ha subito due contraccolpi abbastanza grandi con la dilazione importante di titoli come “Stalker 2: Heart of Chernobyl” e soprattutto il molto atteso gioco di ruolo di Bethesda “Starfield”. Soprattutto quest'ultimo non vedrà la luce prima del 2023.

Il motivo è da ricercare nei soliti ingorghi figli di questi tempi post-Covid che hanno ostacolato la lavorazione di un titolo estremamente complesso e che non può uscire acerbo. Una notizia, questa, che non ha mancato di amareggiare i fan e i possessori di Game Pass, che in negli ultimi mesi non stanno ottenendo “gioconi” (ma comunque diverse perle indipendenti, va detto) e quindi ritengono che la spesa fissa non valga più i loro soldi.

Su questo argomento se ne sta discutendo molto sul web e la sensazione è che – per capire se quella dell'asso di Microsoft – finisca per tradursi davvero in una bolla, dovremo solo aspettare i prossimi mesi.

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