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Capcom
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GAMES
24.04.2019 - 10:000

Quando il gioco si fa strano: “Dragon Dogma” cult fantasy da incorniciare

Ritorna su Switch uno dei titoli più bizzarri e incompresi degli anni 2010, secondo noi è semplicemente da non perdere

 

TOKYO - Anche il mondo dei videogiochi ha i suoi cult. Non stiamo parlando di gioconi campioni d'incassi, né di quelli sconvolgenti che cambiano per sempre le carte in tavola ma piuttosto di quei titoli particolari e un po' strambi che - proprio per il loro essere fuori dagli schemi - raccolgono folte schiere di appassionati. Uno di questi è sicuramente "Dragon's Dogma", gioco di ruolo orientale firmato da Capcom, e uscito su console nel lontanissimo 2012.

Carpaccio di cuore per draghi - Per renderci conto del tipo di stranezza di cui stiamo parlando, basta introdurre la trama. Un giorno il drago arriva al nostro villaggio, ci ammazza, ci strappa il cuore e se lo mangia. Noi non moriamo ma risorgiamo come Arisen, esseri pluripotenti, e in grado di evocare dal nulla dei servitori umanoidi, ma quasi senza personalità, dal nome di Pedine. Tutto chiaro, no?

Guazzabuglio mai visto - E non è ancora nulla, "Dogma" che ha l'ambizione di essere una versione orientale dei giochi di ruolo aperti in stile "Skyrim" finisce per essere una cosa completamente diversa. Una sorta di macedonia che unisce un pizzico di "Zelda" e "Monster Hunter" a un combattimento dinamico e sfrenato in stile "Devil May Cry" e ci grattuggia sopra un po' di "Dark Souls" (per difficoltà e per quel certo nonsoché). 

Pedine nelle fontane, e altre gioie - Decisamente fuori dagli schemi, e a tratti davvero bislacchi (ma in senso buono), i personaggi e le ambientazioni così come il comportamento delle Pedine che parlano tantissimo dicendo anche cose assolutamente casuali e parecchio comiche. Fra le nostre preferite svetta nettamente: «Anche se non sono belle, le fortezze sono molto utili per difendersi dagli assalti». Oppure «sono fradicio», dopo essersi buttato da sé dentro a una fontana in una città (davvero).

Di roba bella ce n'è, e tanta - Le stranezze (sempre positive, sia ben chiaro) si traslano anche nel sistema di gioco vero e proprio. In quanti videogiochi vi è capitato di poter scalare i corpi dei vostri giganteschi avversari per fare loro più danni? (Ok, a parte "Shadow of the Colossus"). Fatta benissimo anche tutta la parte dedicata alle abilità speciali e da incorniciare la gestione e miglioria dell'equipaggiamento.

Su Switch arriva, e pure budget - Insomma di motivi per i quali "Dragon's Dogma", sebbene non sia proprio fra i nomi più famosi, è un po' entrato nella leggenda del videogioco sono parecchi. La possibilità di recuperarlo - in versione espansa “Dark Arisen” e per un prezzo budget - su Nintendo Switch è quindi assai ghiotta. Ma come si comporta sulla piccola ibrida di Kyoto?

Bello ma un po' scomodino- Benino, dai. Pur essendo un gioco che ha i suoi annetti la parte grafica non sfigura affatto. Forse un po' scomodi i comandi che sui Joy-Con risentono parecchio del costante uso dei dorsali. Anche se è vero che ci si abitua, il consiglio è quello di mettere mano al sempre fido Pro Controller per massimizzare il godimento.

Consigliato? Assolutamente sì se non l'avete mai giocato, ne avete sentito parlate e vi chiedete come sia (da provare). Se invece già lo avete sviscerato su altre piattaforme, oppure non amate le robe troppo strambe il nostro consiglio è di investire i vostri franchetti in qualcos'altro.

VOTO: 8,5

"Dragon Dogma: Dark Arisen" è appena uscito per Nintendo Switch (versione provata) ma è fuori da un pezzo per Playstation 4, Xbox One, Windows Pc. Lo abbiamo recensito grazie a un codice gentilmente fornitoci da Capcom.

ZAF

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