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27.12.2017 - 06:000
Aggiornamento 16.05.2018 - 22:34

Xenoblade Chronicles 2: samurai steampunk nell'azzurro infinito

Come un manga, ma da giocare. L'ultimo giocone di Monolith per la Switch è un pasticcio coloratissimo ma con un gran cuore

 

TOKYO - Giochi di ruolo giapponesi, o li ami oppure li odi. Le vie di mezzo proprio non ci sono. Il motivo? Almeno per quanto riguarda meccaniche di gioco, latmosfere e ambientazioni parlano una lingua tutta loro e - malgrado siano passati gli anni - tendono sempre un po' a restare fuori dal tempo.

Compromessi? No, grazie - Se questa cosa è vera per l'ultimo "Final Fantasy", uscito un annetto fa e probabilmente l'esponente più moderno e "globale" del genere, lo è altrettanto per "Xenoblade Chronicles 2" realizzato da Monolith Soft per Nintendo Switch che questa sua nipponicità nemmeno ci prova a nasconderla, anzi. Seguito del titolone omonimo per Wii esce giusto dopo il coraggioso spin-off fantascientifico "Xenoblade Chronicles X" pubblicato per WiiU (e recensito anche da noi) è un titolo che sceglie di non scendere minimamente a compromessi, e questa è una cosa buona ma anche meno buona.

Per salvare l'umanità - In un mondo un po' steampunk avvolto nella nebbia, quel poco che resta dell'umanità vive sopra le nubi, sul dorso di giganteschi e mostruosi animali chiamati titani che però stanno lentamente morendo. Il giovane e ottimista ragazzino Rex partirà quindi in una ricerca cavalleresca per l'Elisio, vero e proprio paradiso di terraferma. Ad accompagnarlo (e osteggiarlo) un nutrito cast di comprimari in stile assolutamente anime, come la rossa Pyra, la ferina Nia e il tamarrissimo Zeke.

Come un cartone animato - Malgrado le diverse tribolazioni durante lo sviluppo - il gioco era già in lavorazione per Switch anche prima che le caratteristiche hardware fossero decise in maniera definitiva - il titolo di Monolith si comporta bene e sembra in tutto e per tutto un cartone animato. Alla grande cura per la resa dei personaggi e ambientazione si aggiunge un'abile scelta delle tavolozze dei colori. Strepitosa la colonna sonora, tutta un'orchestrazione, diretta dal veterano Yasunori Mitsuda.

Xenoblade Doc - Per quanto riguarda il gameplay, invece, il secondo episodio segue pedissequamente quanto già fatto dai predecessori: ovverosia un mondo aperto decisamente sterminato (e anche un po' disordinato) da esplorare in lungo e in largo. Condiscono il tutto tutto quello vi aspettereste da un gioco di ruolo giapponese: una montagna di sottoquest, finestre di dialoghi testuali, statistiche e strategie. Preparatevi già a centinaia di ore di roba da fare.

Non tutto per il verso giusto - Il combattimento è un mix fra il tempo reale e i turni che a noi è sembrato abbastanza riuscito anche se non dinamicissimo né spettacolare. Delude parecchio, invece, l'interfaccia quasi amatoriale con molte mancanze. Prima fra tutte una mappa scomodissima e frammentaria come non se ne vedevano da tempo. Ci ha fatto un po' alzare il sopracciglio il design di alcuni personaggi, primo fra tutti quello delle ragazze - soprattutto gli spiriti-guida-arma, le Gladius - spesso e volentieri in déshabillé assai aggressivo. Basti la co-protagonista e arma vivente Pyra su tutti, dal seno esplosivo e collant a mezza coscia.

Quindi, da prendere, oppure no? Intendiamoci questo "Chronicles" ha un cuore grande così e si vede che è frutto di fatica, dedizione e pure di talento. Vero è che ha molti difetti in grado di far scappare spaventati i meno avvezzi ma che verranno facilmente superati da chi di pane e ruolismo orientale ci vive. 

VOTO: 7,5 per il gamer casuale, 8 per l'appassionato di Jrpg

"Xenoblade Chronicles 2" è un'escluisva per Nintendo Switch.

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