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Nintendo/Atlus
GAMES
06.07.2016 - 12:080

Tokyo Mirage Sessions #FE: saranno famosi

Divette da reality, demoni e magie: l'ultima follia della giapponese Atlus arriva su WiiU

 

TOKYO - Non sapevano veramente che pesci pigliare i fan delle serie videoludiche nipponiche "Shin Megami Tensei" e "Fire Emblem" quando, già un po' di tempo fa, Atlus e Nintendo avevano annunciato per WiiU un titolo cross-over che ne unisse gli universi. Il motivo? Semplicemente si trattava di due cose così distanti da sembrare su pianeti diversi: da una parte liceali incasinati, magia nera e diavoli. Dall'altra eserciti medievali e condottieri in armatura e spadone. Immaginatevi la faccia loro quando è saltato fuori qualcosa come questo "Tokyo Mirage Sessions #FE" che è incentrato al 100% sul mondo dello spettacolo nipponico ed è zeppo di balletti, musichine e coreografie.

Idol, chi sono costoro? - Doverosa introduzione per chi non mangia pane e manga: in Giappone esistono le idol (sì, è scritto giusto) che altro non sono ragazzine adolescenti lanciate con irruenza nello showbiz: spesso e volentieri più carine che brave, durano solitamente una stagione o due per poi scomparire nell'anonimato. Ingredienti base di una idol di successo: aria da ragazza della porta accanto (o meglio, da scolaretta liceale), avvenenza fisica, una canzone-tormentone  e una costante presenza su stampa, internet e gadgettistica. Ma non sono tutte rose e fiori, ci mancherebbe, spesso e volentieri queste giovani "artiste" vengono letteralmente bruciate dalla notorietà e dall'attenzione morbosa di stampa e follower.

Una su mille ce la fa - A provare a raccontare questa pazza "vita da idol" ci pensa "Tokyo Mirage Sessions #FE" che si prende la libertà di condire il tutto con un pizzico di magia e misticismo (che sono pure metaforici) tipici delle serie "demoniache" di Atlus (come "Shin Megami Tensei" e anche il suo marchio più famoso "Persona"). Il gioco segue la storia e le gesta dell'aspirante divetta Tsubasa Oribe, attraverso gli occhi del suo amico d'infanzia Itsuki (che sarà anche il nostro alter-ego). La coppia di giovanissimi (che diventerà rapidamente una vera e propria truppa di amici-rivali) si troverà presto a fronteggiare un'oscura quanto misteriosa minaccia.

Pace e guerra - Come impianto ludico il gioco fa tutto il possibile per ricordare la serie "Persona", e non è affatto un male: nei momenti "di pace" si navigano gli ambienti cittadini (questa volta siamo a Tokyo, sic) facendo compere e chiacchierando con gli altri personaggi; in quelli "di guerra" si affrontano labirinti onirici zeppi di mostri, piano dopo piano fino ad arrivare al prevedibile super-boss. Familiare anche il sistema di combattimento a turni, come vuole la regola dei Jrpg, che unisce il sistema carta-sasso-forbice (ascia-spada-lancia) di "Fire Emblem" con quello a base di incantesimi (ghiaccio-fuoco-elettricità-aria) di "Shin Megami Tensei": per vincere sarà necessario studiare bene le debolezze degli avversari di modo da massimizzare i danni. Importante anche la customizzazione della nostra truppa di idol/eroi che, questa volta, passa per la costruzione e miglioramento delle armi e la giusta selezione delle abilità.

Smartjoypad per forza - Per gestire il tutto ci baseremo in maniera quasi maniacale sul "paddone" del WiiU che si tramuta praticamente in uno smartphone su cui si riversano messaggini in stile WhatsApp e sticker di tutto il cast. Si tratta di una trovata spassosa ma che, purtroppo, ha il grave difetto di non permetterci di giocare esclusivamente sul piccolo schermo e sarebbe stato senz'altro un plusvalore. Il motivo? L'impianto grafico del titolo di Atlus, malgrado gli sforzi creativi del team, non è all'altezza dell'attuale generazione di console e rischia - soprattutto sui grandi schermi - di sfigurare un pochino.

Problemi di personalità - Come già scritto un paio di paragrafi più su "TMS" si impegna alla grande per ricordare "Persona" (o, ancora meglio, proprio "Persona 4"), capolavoro assoluto di Atlus. Purtroppo però fatica ad andare oltre la mera citazione. Il motivo è da ricercare da una parte nella scrittura e nella caratterizzazione dei personaggi, entrambe più leggerine, dall'altra nell'appeal: "Persona 4", per chi non l'avesse mai giocato (su PS2 e PS Vita) raccontava la caccia a un serial killer portata avanti da un gruppo di liceali in una cittadina di periferia. L'avventura, vissuta giorno dopo giorno, a scuola e in paese con gli amici, e durante indagini aveva un appeal più universale. Questa corsa al successo, tutta lustrini, decisamente meno. Soprattutto se non si è particolarmente patiti dello showbiz del Paese del Sol Levante.

Giappone amore mio - Già perché il titolo per WiiU volutamente non si risparmia nulla: l'audio è esclusivamente in giapponese sottotitolato ed è fortemente nipponico in praticamente in tutti i suoi aspetti. Il che può anche andare bene, i problemi cominciano a emergere in altri aspetti più socio-culturali, soprattutto per quanto riguarda la rappresentazione dei personaggi femminili.

Questioni di localizzazione - Atlus e Nintendo hanno lavorato duramente per "adattare" il gioco alle platee occidentali: soprattutto hanno modificato radicalmente molti (s)vestiti delle protagoniste. Malgrado lo sforzo profuso il fatto che personaggi come Tsubasa o Kiria si trovino in battaglia praticamente in lingerie, almeno dal punto di vista di chi scrive, risulta anche un po' di cattivo gusto. Sono anni che il videogame occidentale si sta impegnando a cambiare la concezione adolescenziale di eroina da bambolona tutta curve a vera e propria donna. Titoli di quest'anno come "Overwatch" e "Mirror's Edge: Catalyst" (recensiti anche su tio.ch) hanno fatto particolarmente bene.

Geishe d'assalto - Trovarsi di fronte a questa platea di pseudo-corazze non può che portarci a pensare: «Possibile che in Giappone, per quanto riguarda queste cose, siano ancora così in dietro?». A corroborare questa sensazione anche la scrittura: Tsubasa, che di fatto è praticamente la protagonista, ha un fisico da pin-up ma è impacciata, ingenua e un po' oca (come si conviene) e senza Itsuki non combinerebbe poi granché. La sua parabola psicologica, e quella di altri personaggi femminili del cast, è assolutamente superficiale anche paragonandola a quella di altre eroine di Atlus come quelle del già sopracitato "Persona 4" ma anche a quelle della mini-serie "Devil Survivor" per Nintendo DS. Un gran gran peccato.

Solo se vi piace il sushi - Insomma, "Tokyo Mirage Session" non è un gioco proprio per tutti ed è prettamente consigliato agli amanti del gioco di ruolo nipponico e della cultura "otaku" in generale. Come ogni esponente del genere che si rispetti, inoltre, richiede un impegno nell'ordine del centinaio di ore per essere sviscerato in toto. Fate quindi fate bene i vostri calcoli.

VOTO: 7,5

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