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GIAPPONE
27.04.2016 - 15:530
Aggiornamento : 20:49

La Playstation come un iPhone? Gli sviluppatori: «un bel disastro»

Sony pensa a una console aggiornabile anno dopo anno (come gli smartphone) ma per chi i giochi li fa è un gran bel problema

TOKYO - "Playstation 4.5", come la chiama la stampa specialistica, "Playstation 4 NEO" come l’avrebbero battezzata voci ufficiose (ma molto credibili). Di che stiamo parlando? Ma di una versione aggiornata dell’attuale console di Sony - praticamente uguale ma più potente - che potrebbe uscire entro l’anno e che aprirebbe alle «console upgradabili» in stile smartphone.

Una PS4 con il turbo - In soldoni: non più una macchina completamente nuova ogni tot anni (se ci basiamo sulle generazioni passate 7 è una buona media) ma una base hardware più o meno fissa che potrà essere aggiornata periodicamente proprio come gli iPhone o i Galaxy. La nuova Playstation potrà quindi far girare i giochi in modalità “normale” oppure “neo”, con performance aumentate. Inoltre prestazioni maggiorate si sposerebbero a pennello con la svolta virtuale in arrivo con il Playstation Vr.

A Sony l'idea piace, agli altri meno - La trovata, che dal punto di vista del produttore di console appare senz’altro redditizia, non ha fatto impazzire né i consumatori né tantomeno gli sviluppatori. Il motivo? Ai primi sembra una presa in giro, considerando i soldi sborsati nemmeno troppo tempo fa per avere in casa una macchina obsoleta. Per gli altri, invece, si tratta di un impegno in più che potrebbe anche essere importante.

«Per chi fa games per Ps4 tutto rischia di complicarsi» - Realizzare un videogame, forse non tutti lo sanno, è un’impresa titanica: differenze a livello di hardware rilevanti (come in questo caso) aumenterebbero in maniera notevole l’impegno per la realizzazione (e, di riflesso, i costi). «Dal lato di chi fa il gioco la faccenda senz’altro si complica», ci spiega Fabrizio Zagaglia dell’one-man-studio bolognese Z4GO e autore del titolo indipendente per PS4 “Albedo: Eyes from outer space”, «per ottimizzare le prestazioni bisognerebbe tenere conto delle caratteristiche di entrambe le macchine/modalità, di certo è lavoro in più».

«Benvenuta la potenza,  ma anche Sony dovrà venirci in contro» - Ma non sono tutte ombre: «Diciamocelo, a chi fa games fa piacere avere a disposizione una gran potenza di calcolo, d’altro canto una natura molteplice come quella che si sta prospettando rischia di rendere ancora più impegnativa la fase di approvazione e pubblicazione di un titolo». Ora come ora, infatti, per ottenere l’approvazione ed essere pubblicato un gioco deve passare una lunga trafila (anche burocratica), «Se gli standard diventeranno due (o più)», continua Zagaglia, «le cose rischiano di allungarsi esponenzialmente. Non è detto però che in questo senso le cose non cambieranno e Sony non ci venga incontro».

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