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10.01.2018 - 12:220

Mobili vintage o retrò: ecco come riconoscere un pezzo di valore

Edilo.ch, il portale web dedicato all’edilizia e all’artigianato in Ticino, ti propone dei consigli mirati alla valutazione dei mobili antichi

 

Quando il fascino dell’usato è riferito all’arredamento, ci si riferisce ad esso come vintage o retrò.
Un mobile vintage viene considerato tale se prodotto dopo il 1930 e se ne parla propriamente come appartenente al modernariato.
I pezzi retrò, invece, risalgono a periodi antecedenti, quindi all’antiquariato, e hanno un valore di mercato molto più alto.

Ma un pezzo antico è sempre riconoscibile?

La doverosa premessa è che soltanto un esperto potrà valutare esattamente la collocazione temporale dell’oggetto che stiamo considerando e, per tutta sicurezza, sarebbe meglio richiedere una perizia convalidata in Tribunale per oggetti di pregio. Questa stima serve per verificarne l’autenticità oltre che per determinarne il valore e dunque il prezzo. Infatti esiste anche lo stile-vintage, cioè ispirato a un particolare periodo ma non appartenente ad esso, che può facilmente trarre in inganno i non esperti e il cui valore è ovviamente inferiore rispetto alle vere antichità.

Una volta individuato il mobilio di nostro interesse, comunque, possiamo procedere a valutarne lo stato e, seppure sarebbe meglio coinvolgere il sopracitato esperto, provare a verificare alcune caratteristiche che si devono riscontrare tassativamente in un pezzo retrò. Vediamo quali.

Ogni mobile antico ha quasi sempre subìto un restauro, per cui i segni evidenti dello stesso possono essere la sostituzione dei fondi dei cassetti e la sostituzione degli schienali, a causa dell’usura e del degrado prodotto dall’umidità. Bisogna verificare che i restauri siano conservativi senza alterazioni strutturali, pena la perdita di valore.

Il legno tagliato a mano, come si faceva anticamente, è riconoscibile poiché irregolare e molto spesso, e lo si può riscontrare sul fondo dei cassetti o sul retro degli armadi, o sulle parti nascoste degli schienali. Anche i chiodi antichi erano fatti a mano, quindi l’omogeneità dei chiodi tutti uguali segnala una recente lavorazione.

Il legno antico non è trattato chimicamente e con l’usura del tempo e l’essicazione progressiva acquista una consistenza fragile, che non si trova nei mobili nuovi.

Il legno trattato con la cera d’api e oliature ha un colore caldo che si intensifica con la stagionatura. Il retro di un mobile antico non deve presentare verniciature.

Infine, valutare dimensioni e proporzioni: sono tanto più grandi quanto, solitamente, più antico è il pezzo.

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