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13.08.2020 - 06:000

Studiare in remoto

La formazione a distanza è un elemento decisivo per l’aggiornamento delle competenze. Ne parliamo con Fulvio Bottinelli

La formazione a distanza presenta senz’altro molteplici opportunità. Può evidenziarle con qualche esempio?
«In questi ultimi tempi si sente sempre più spesso parlare di formazione a distanza (conosciuta anche con l’acronimo FAD). In realtà, la FAD è utilizzata da lungo tempo; basti pensare alle formazioni per corrispondenza postale (il primo corso è stato proposto nel 1840) oppure con la radio, la televisione, le audiocassette o, in tempi più recenti, con videocassette, CD e podcast. Evidentemente, in questi ultimi mesi, la situazione venutasi a creare con la pandemia COVID-19 ha reso la FAD un elemento importante nei diversi ambiti dei processi di apprendimento, sia a livello di formazione scolastica di base, di aggiornamento professionale che a livello universitario. L’evoluzione in campo telematico ed informatico permette oggi alla FAD di far sempre più uso di queste nuove tecnologie, mandando in pensione audiocassette e CD.
Rispetto ad un corso di formazione tradizionale che si svolge in aula, la FAD permette al corsista di poter partecipare alla formazione senza nessun vincolo, sia di spazio che di tempo. L’allievo non è quindi più legato ad un’aula né tantomeno a degli orari, consentendogli quindi di aggiornarsi in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo. D’altra parte, questo corrisponde a quella che è l’evoluzione della nostra società che è sempre meno legata ad orari e luoghi definiti ed è sempre più improntata sulla flessibilità. Partecipare ad un corso di formazione a distanza non richiede molto a livello tecnologico: sono sufficienti un PC oppure un telefonino, una connessione ad Internet e l’accesso a una piattaforma di e-learning, molto facili e intuitive da utilizzare. Le piattaforme di e-learning sono anche studiate per permettere una grande interattività tra i corsisti ma anche tra questi ultimi e i formatori. Infatti prevedono appositi spazi per dei forum di discussione, la possibilità di caricare e scambiare materiali didattici, eseguire esercizi con le relative correzioni online, ecc.. Inoltre, è possibile registrare le lezioni e rivederle in altri momenti».

Questo tipo di interazione per la formazione riscontra più vantaggi o svantaggi? Quali nello specifico?
«Dopo quanto detto sopra dei vantaggi della FAD, il lettore potrebbe pensare che la lezione tradizionale è oramai sorpassata e che la FAD sarà il futuro. No, personalmente ritengo che non sia proprio così. La FAD fa da filtro a quello che è un elemento importante della formazione: l’interazione fra tutti i corsisti e fra questi e i formatori. È in aula che si crea il gruppo, il clima, l’ambiente che favorisce e stimola le domande, le discussioni, i confronti, le riflessioni. L’aula è il luogo dove ci si conosce meglio, si creano i gruppi, le conoscenze, le amicizie che ti aiutano e ti sostengono nell’affrontare lo studio. L’aula ti dà anche il piacere di conoscere nuove persone e condividere le tue incertezze, difficoltà nello studio con altri che si trovano nella tua stessa situazione. Non dimentichiamoci poi che non tutti hanno dimestichezza per le nuove tecnologie. L’aula può quindi essere un punto di appoggio per queste persone. Inoltre, nella FAD vengono a mancare quegli elementi che invece animano la lezione in classe: il contatto umano, la comunicazione che non è fatta solo di parole ma anche di gestualità, di espressioni e sfaccettature che fanno la differenza in quello che è il processo di apprendimento. Inoltre, nel caso di test, momenti di valutazione, è l’aula il luogo appropriato».

Se dovesse consigliare i discenti e altri formatori sul tema, quali raccomandazioni darebbe?
«La prima raccomandazione la darei ai formatori consigliando loro di evitare lezioni troppo lunghe. Inoltre, la FAD richiede una forte dose di concentrazione; diventa pertanto utile introdurre delle pause almeno ogni 40 minuti circa di lezione. L’ideale sarebbe alternare la video-lezione con attività di lavoro da parte dei corsisti sulle nozioni appena acquisite. Inoltre, crisi pandemica permettendo, consiglio di alternare momenti di FAD con momenti in aula. Comunque, in molti ambiti esistono corsi specifici per chi insegna. Frequentarne uno di questi corsi è sicuramente un ottimo spunto per migliorare il proprio modo di insegnare, visto che la FAD non è più il futuro ma è il presente e sarà parte integrante di qualsiasi tipo di formazione. Cosa dire ai discenti? Non fatevi indurre dalla tentazione di spegnere la telecamera e fare tutto fuorché seguire la lezione. Concentratevi e sfruttate al meglio le risorse offerte dalle piattaforme e-learning, partecipando ed animando forum di discussione, svolgendo gli esercizi proposti, ecc.».


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