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AvanTINel Regno Unito il primo reattore a fusione nucleare commerciale

09.11.22 - 08:00
Una vecchia centrale a carbone dismessa sarà la sede in cui sorgerà entro il 2040 il primo impianto del programma STEP
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Nel Regno Unito il primo reattore a fusione nucleare commerciale
Una vecchia centrale a carbone dismessa sarà la sede in cui sorgerà entro il 2040 il primo impianto del programma STEP

Il Governo del Regno Unito e la UK Atomic Energy Authority hanno comunicato poche settimane fa che il primo prototipo di impianto commerciale di energia da fusione sorgerà a West Burton, nel North Nottinghamshire, al posto di una vecchia centrale elettrica a carbone che verrà dismessa. La nascita del reattore entro il 2040 è l’obiettivo principale del programma STEP (Spherical Tokamak for Energy Production), annunciato nel 2019 e finanziato con 200 milioni di sterline.
Secondo i piani del programma STEP, entro il 2024 dovrebbe essere realizzato un concept del reattore a fusione nucleare sempre di tipo tokamak sferico, che sarà connesso alla rete elettrica nazionale ma che servirà da test, quindi l’energia prodotta non sarà commercializzata. L’intero progetto, tuttavia, non dispone ancora di un reattore a fusione nucleare che possa generare più energia di quanta ne consumi, ma aver individuato un luogo e scelto una data per la realizzazione segna comunque un inizio.
L’impianto di fusione sostituirà il sito della centrale elettrica a carbone di proprietà del colosso francese dell’energia EDF, che verrà chiuso. La sede di West Burton è stata scelta dopo una dura selezione durata due anni che ha visto coinvolti 15 diversi siti. Si tratta di una riconversione che vuole rappresentare lo storico passaggio «dai combustibili fossili alla fusione», come ha dichiarato Ian Chapman, AD di UKAEA (UK Atomic Energy Authority). I ricercatori, tuttavia, affermano che ci sono ancora enormi ostacoli da superare prima che la tecnologia diventi praticabile.
L’obbiettivo del programma STEP consiste nel «dimostrare la capacità di immettere elettricità in rete» per poi fungere da apripista alla costruzione di altri impianti analoghi nel Paese e a livello internazionale per la produzione di energia «sicura, sostenibile e a basse emissioni di carbonio».
«L’impianto sarà il primo del suo genere, costruito entro il 2040 e in grado di immettere energia sulla rete e, così facendo, dimostrerà la fattibilità commerciale dell’energia da fusione al mondo», ha affermato alla Conferenza del Partito Conservatore a Birmingham Jacob Rees-Mogg, Segretario di Stato per gli affari economici, l’energia e la strategia industriale del Regno Unito. «La fusione offre un potenziale impareggiabile per la produzione di energia pulita, promettendo un futuro di energia inesauribile che potrebbe liberarci dai combustibili fossili e renderci veramente autosufficienti e sicuri».
Secondo il governo britannico, il programma STEP creerà migliaia di posti di lavoro altamente qualificati durante la costruzione e il funzionamento. Attirerà anche altre industrie high-tech nella regione e favorirà lo sviluppo delle capacità scientifiche e tecnologiche a livello nazionale. Il progetto finale costerà circa 10 miliardi di sterline (11,4 miliardi di euro), da cercare attraverso partner esterni al governo e che inizieranno ad arrivare, presumibilmente, con la prima gara d’appalto prevista a dicembre.

COMMENTI
 
vulpus 3 sett fa su tio
C'è sempre da imparare.
stebil87 4 sett fa su tio
Finalmente qualcosa con una decente impronta carbonica. Noi andiamo pure avanti con eolico e solare, ci penseranno inglesi e francesi a venderci la corrente.
Thinks 3 sett fa su tio
Non preoccuparti che ci penserà la Germania a "regalarti" (lo hanno già fatto) l'energia in più prodotta da solare e eolico, dato che ogni anno aumentano la propria produzione di energia equivalente ad una centrale atomica di media potenza! Loro sono più avanti di noi, specialmente negli incentivi, puntando alla decarbonizzazione! Noi invece continuiamo con "sa po' mia fa"...
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