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La prima batteria al mondo a CO2 per l’accumulo di energia

AvanTILa prima batteria al mondo a CO2 per l’accumulo di energia

30.07.22 - 08:00
Energy Dome ha realizzato in Italia un impianto a base di CO2 per l’accumulo a lunga durata di energia eolica e solare
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La prima batteria al mondo a CO2 per l’accumulo di energia
Energy Dome ha realizzato in Italia un impianto a base di CO2 per l’accumulo a lunga durata di energia eolica e solare

La startup italiana Energy Dome ha costruito in Sardegna la prima batteria al mondo basata sull’anidride carbonica. La batteria utilizza la CO2 per generare calore e quindi energia, che viene poi stoccata per essere distribuita alle strutture circostanti. L’azienda ha iniziato a lavorare alla realizzazione del progetto nel febbraio 2020 e ha portato a termine il primo impianto in poco più di due anni, sostenendo che la tecnologia può essere implementata rapidamente in qualsiasi parte del mondo.
Il primo accumulatore a CO2 è stato collocato sull’isola italiana per le condizioni favorevoli del luogo, come ad esempio lo spazio necessario per l’intero impianto e la presenza di una zona industriale che ha consentito di utilizzare una rete elettrica preesistente. Inoltre, la Sardegna rappresenta una delle regioni italiane con la maggiore produzione di CO2, facendo ancora largo uso del carbone, seppur prevedendo di interromperne definitivamente l’utilizzo entro il 2025.
L’impianto in Sardegna è quindi un dimostratore ed è stato costruito utilizzando apparecchiature standard disponibili in qualsiasi parte del mondo. L’implementazione della batteria, pertanto, non richiede alcun componente specifico o difficile da reperire.
La batteria a CO2 funzione grazie a un generatore che raccoglie l’anidride carbonica dall’ambiente in forma gassosa. L’anidride carbonica è uno dei pochi gas che può essere condensato e immagazzinato come liquido, sotto pressione, a temperatura ambiente, e che si espande notevolmente quando passa allo stato gassoso da uno stato liquido. Un compressore provvede quindi a comprimerla generando calore che va ad alimentare una turbina che a sua volta genera energia. Questa viene poi stoccata e distribuita in un sistema chiuso e sigillato. Questa innovativa batteria si propone come alternativa alle tradizionali soluzioni di stoccaggio basate sul litio o sul cobalto e può essere associata sia a sistemi di produzione eolici che solari.
«Per caricare la batteria, prendiamo CO2 a temperatura e pressione quasi atmosferiche e la comprimiamo. Il calore che si genera durante la compressione viene immagazzinato. Quando scambiamo l’energia termica con l’atmosfera, il gas CO2 diventa liquido. Per generare e condividere elettricità, la CO2 liquida viene riscaldata e riconvertita in un gas che alimenta una turbina, che si occupa di generare energia. Il sito utilizza per lo più acciaio, CO2 e naturalmente acqua. Non c’è alcuna dipendenza da materiali di terre rare come cobalto o litio; questo aspetto, da non sottovalutare, rende il nostro impianto geopoliticamente indipendente», ha dichiarato il fondatore e CEO di Energy Dome, Claudio Spadacini.
L’azienda può contare su una forte rete di distributori e fornitori di componenti che garantiscono la possibilità di commercializzare l’impianto senza particolari difficoltà, tra cui A2A con la quale ha realizzato il primo impianto da 20 MW-5h, e di investitori come Barclays, 360 Capital, Third Derivate e Novum Capital. Inoltre, ha anche stretto un accordo con Ansaldo Energia per la fornitura di componenti che serviranno alla costruzione di impianti in Italia, Germania, Medio Oriente e Africa.

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