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SpinLaunch: una nuova tecnologia per i lanci sub-orbitali

STATI UNITISpinLaunch: una nuova tecnologia per i lanci sub-orbitali

02.05.22 - 08:00
La NASA introdurrà un acceleratore suborbitale che gira a una velocità di 8.000 km/h per lanciare piccoli satelliti.
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SpinLaunch: una nuova tecnologia per i lanci sub-orbitali
La NASA introdurrà un acceleratore suborbitale che gira a una velocità di 8.000 km/h per lanciare piccoli satelliti.

WASHINGTON - SpinLaunch è un acceleratore suborbitale il cui funzionamento si basa sul principio che sta dietro al lancio del peso. In questo caso il peso è rappresentato da un satellite che può essere spedito in orbita all’incredibile velocità di 8.000 km/h. L’innovativo dispositivo, creato dall’omonima società californiana, è stato testato pubblicamente per la prima volta durante il mese di ottobre 2021 presso lo Spaceport America, in New Mexico. Il test ha avuto esito positivo e di conseguenza la NASA ha deciso di firmare un contratto per usufruire dello stesso metodo di lancio in futuro.

SpinLaunch appare come una enorme catapulta, o una fionda rotante, o ancora, come una grandissima centrifuga. Il lanciatore è costituito da una camera interna in acciaio di 91 metri di diametro, cioè quasi quanto un campo da calcio, all’interno della quale viene fatto il vuoto per minimizzare gli attriti e massimizzare la velocità del braccio in fibra di carbonio, a cui potrebbe essere ancorato un veicolo di lancio in grado di sostenere il carico di un satellite di massimo 100 chilogrammi. Una volta raggiunta la giusta velocità di rotazione, grazie al motore elettrico posto al centro, il satellite può essere lanciato in orbita da un tunnel apposito, o “camino”.

Lo SpinLaunch servirà appunto a questo, ovvero a portare piccoli satelliti oltre l’atmosfera terrestre senza più bisogno di trasportarli con un razzo. Durante il primo test in New Mexico, attraverso l’acceleratore suborbitale è stato lanciato in aria, a centinaia di migliaia di metri, un piccolo prototipo usando solo l’energia cinetica. Ed è stata sfruttata solo il 20% della capacità di accelerazione totale.

L’aspetto più importante del progetto è che questo tipo di lancio ridurrà notevolmente i costi. L’uso della forza centrifuga, infatti, permette di tagliare ben il 70% di carburante necessario per un decollo classico, nonché per le strutture necessarie ad un mezzo di lancio tradizionale. L’energia generata dalla chiocciola è sufficiente per superare la stratosfera, poi l’inserimento e il posizionamento in orbita avviene grazie a un piccolo stadio propulsivo a basso costo.

“SpinLaunch offre un sistema di lancio suborbitale unico e il recente accordo con la NASA segna un punto di svolta chiave poiché SpinLaunch sposta l’attenzione dallo sviluppo tecnologico alle offerte commerciali”, ha dichiarato in un comunicato il fondatore e CEO di SpinLaunch Jonathan Yaney. “Ciò che è iniziato come un’idea innovativa per rendere lo spazio più accessibile si è materializzato in un approccio al lancio tecnicamente maturo e rivoluzionario”.

A oggi quello del New Mexico è l’unico impianto di acceleratore suborbitale, anche se la società sta già pianificando di aprirne un altro più vicino alla costa. C’è da dire che, nonostante abbia le dimensioni della Statua della Libertà, quello del New Mexico è ancora troppo piccolo per essere in grado di portare i satelliti in orbita e, quindi, ne servirebbe uno almeno tre volte più grande.

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