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18.08.2021 - 08:000

La NASA annuncia ufficialmente il suo ritorno su Venere

Le missioni DAVINCI+ e VERITAS, a cui parteciperà anche l’Italia, cercheranno di svelare i misteri del pianeta infernale

HOUSTON - La NASA ha ufficialmente annunciato il ritorno degli Stati Uniti su Venere a distanza di 30 anni dall’ultima missione Magellano. Lo farà con due spedizioni, DAVINCI+ e VERITAS, selezionate nell’ambito del Programma NASA Discovery che invitava scienziati e ingegneri a creare missioni scientifiche atte a comprendere meglio il Sistema Solare. Il lancio è previsto tra il 2028 e il 2030 e per ognuna delle missioni è stato riservato un finanziamento di 500 milioni di dollari per continuare la progettazione e finalizzare il percorso di sviluppo.

Venere è il pianeta del Sistema Solare più vicino alla Terra e il secondo per distanza dal Sole. Viene considerato il “pianeta gemello” della Terra perché dimensioni, massa e periodo di rotazione sono molto simili. Gli astronomi ritengono che sia stato il primo pianeta abitabile della nostra galassia e pertanto con queste missioni la NASA intende scoprire come mai sia diventato un pianeta “infernale”, essendo caratterizzato da un’atmosfera composta da anidride carbonica, nubi di acido solforico e una temperatura della superficie che supera i 460° C.

La missione DAVINCI+ (Deep Atmosphere Venus Investigation of Noble gases, Chemistry, and Imaging) è guidata dal Goddard Space Flight Center in Maryland e consisterà in una sonda a forma sferica il cui obiettivo è misurare la composizione atmosferica di Venere per comprendere come si sia formata ed evoluta, oltre a determinare se il pianeta abbia mai avuto un oceano. La sonda attraverserà l’atmosfera per effettuare misurazioni precise di gas nobili e altri elementi. Inoltre, DAVINCI+ scatterà le prime immagini ad alta risoluzione delle caratteristiche geologiche uniche di Venere, note come “tesserae”, che possono essere paragonate ai continenti della Terra, suggerendo che Venere ha una tettonica a placche.

VERITAS (Venus Emissivity, Radio Science, InSAR, Topography, and Spectroscopy), invece, sarà costituita da un orbiter che sorvolerà Venere per mappare la superficie del pianeta. L’obbiettivo è determinare la sua storia geologica e i motivi che lo hanno portato a differenziarsi in maniera così netta dalla Terra. Utilizzando un radar ad apertura sintetica, l’orbiter realizzerà delle ricostruzioni 3D per scoprire se processi come la tettonica a placche e il vulcanismo siano ancora attivi e capire anche il tipo di roccia che contraddistingue il pianeta, che è in gran parte sconosciuto, così da verificare se i vulcani attivi stiano rilasciando vapore acqueo nell’atmosfera.

La missione è guidata dal Jet Propulsion Laboratory della NASA, ma con importanti collaborazioni europee. Il Centro Aerospaziale Tedesco fornirà il mappatore a infrarossi, mentre l’Agenzia Spaziale Italiana e il Centre National d’Etudes Spatiales francese contribuiranno al radar e ad altri componenti della spedizione. “Utilizzando tecnologie all’avanguardia che la NASA ha sviluppato e perfezionato in molti anni di missioni e programmi tecnologici, stiamo inaugurando un nuovo decennio di Venere per capire come un pianeta simile alla Terra possa diventare una serra. Non si tratta solo di capire l’evoluzione dei pianeti e l’abitabilità nel nostro sistema solare, ma di estendere oltre questi confini, agli esopianeti, un’area di ricerca eccitante ed emergente per la NASA”, ha affermato Thomas Zurbuchen, amministratore della NASA per la scienza.

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