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STATI UNITIRealtà virtuale e alterazione della percezione del tempo

14.07.21 - 08:00
Secondo un nuovo studio la realtà virtuale crea un “effetto compressione” per cui il tempo sembra andare più veloce
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Realtà virtuale e alterazione della percezione del tempo
Secondo un nuovo studio la realtà virtuale crea un “effetto compressione” per cui il tempo sembra andare più veloce

Durante una sessione di realtà virtuale il tempo sembra scorrere più velocemente. Questa è la conclusione a cui è giunto uno studio condotto da Grayson Mullen e Nicolas Davidenko, due ricercatori del dipartimento di psicologia dell’Università della California di Santa Cruz, i quali hanno cercato di scoprire se e in che misura il tempo sembra scorrere diversamente quando ci si trova immersi in uno scenario di realtà virtuale. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Timing & Time Perception.
Il tempo, a dire il vero, scorre sempre allo stesso modo. Siamo noi che lo percepiamo più lento o veloce a seconda delle attività che svolgiamo, per via di un effetto psicologico chiamato “compressione temporale”. Studi precedenti avevano già dimostrato come i videogiochi possano far perdere la cognizione del tempo, ma l’esperienza della realtà virtuale in cui è previsto l’uso di un visore in grado di catapultare il giocatore in un’esperienza immersiva è diversa dal gaming tradizionale su un monitor.
Per scoprire se effettivamente vi sono differenze tra le due modalità di gioco, Mullen e Davidenko hanno progettato un videogame giocabile sia in realtà virtuale che in modo convenzionale, che consisteva nel dover individuare il percorso giusto per uscire da un labirinto. Hanno così reclutato 41 studenti universitari per provare il gioco in entrambi i formati. Al fine di misurare gli effetti sulla percezione del tempo, hanno chiesto ai partecipanti di fermarsi appena avessero ritenuto che fossero passati cinque minuti. E dato che durante l’esperimento non vi erano orologi, ogni giocatore ha dovuto fare affidamento solo sulla propria percezione del tempo trascorso.
I risultati della ricerca hanno alla fine evidenziato che il tempo veniva fermato più tardi dai partecipanti che giocavano nella realtà virtuale. Per la precisione, i partecipanti che avevano provato la versione in realtà virtuale avevano giocato in media 72,6 secondi più a lungo prima di percepire che erano passati 5 minuti rispetto agli studenti che avevano giocato con l’esperienza tradizionale. «Questa è la prima volta che possiamo davvero isolare che non si tratta solo che stai giocando a un videogioco. È la realtà virtuale a contribuire a questo effetto di compressione del tempo», ha affermato Mullen.
La compressione del tempo, secondo gli studiosi, potrebbe essere utile a sopportare meglio un trattamento medico o per passare il tempo nei viaggi di lunga durata, ma in talune circostanze potrebbe avere conseguenze dannose. Scoprire, quindi, perché la realtà virtuale sembri contribuire alla compressione del tempo è molto importante. La risposta, secondo i due autori, potrebbe risiedere nella “consapevolezza del corpo”, in quanto sembra che la realtà virtuale sia così immersiva e coinvolgente da far perdere il contatto con le informazioni propriocettive che provengono dal corpo. Inoltre, giocare nella realtà virtuale toglie la possibilità di ricevere informazioni dall’ambiente esterno, e questa è la principale differenza tra giocare in ambienti virtuali e trovarsi all’aria aperta.

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