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Intelligenza Artificiale e neuroscienze per generare volti attraenti

FINLANDIAIntelligenza Artificiale e neuroscienze per generare volti attraenti

23.06.21 - 08:00
Sviluppata un’AI che utilizza l’attività cerebrale per creare volti attraenti solo sulla base dei gusti personali
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Intelligenza Artificiale e neuroscienze per generare volti attraenti
Sviluppata un’AI che utilizza l’attività cerebrale per creare volti attraenti solo sulla base dei gusti personali

I ricercatori dell’Università di Helsinki e dell’Università di Copenaghen hanno cercato di capire se un’Intelligenza Artificiale sarebbe stata in grado di identificare quelle caratteristiche del viso che consideriamo soggettivamente attraenti. L’obbiettivo dello studio, pubblicato sulla rivista peer-reviewed IEEE Transactions in Affective Computing, era appunto di comprendere quali sono le nozioni soggettive che un individuo usa per valutare la bellezza di un volto e, sulla base di questo apprendimento, ricreare dei volti artificiali.
La ricerca ha utilizzato metodi di Intelligenza Artificiale per interpretare i segnali cerebrali dei soggetti, combinando un’interfaccia cervello-computer (BCI) con un modello in grado di generare facce artificiali. In questo modo, l’AI è stata in grado di creare immagini del viso basate sulle preferenze individuali.
Innanzitutto, i ricercatori hanno assegnato a una rete neurale generativa avversaria (GAN) il compito di creare centinaia di ritratti artificiali. Tale metodo è basato su due reti neurali che vengono addestrate in maniera competitiva: mentre una è incaricata di generare immagini, l’altra ha il compito di discernere queste immagini appositamente create da quelle reali, così da ottenere come risultato dei volti particolarmente realistici. Le immagini sono state poi mostrate, una alla volta, a 30 volontari ai quali è stato chiesto di prestare attenzione ai volti che trovavano attraenti.
Proprio come in un’app di incontri, i partecipanti facevano semplicemente scorrere il dito verso destra quando si imbattevano in un volto che trovavano piacevole. Nel frattempo, le loro risposte cerebrali venivano registrate attraverso l’utilizzo dell’elettroencefalografia (EEG).
Gli scienziati hanno analizzato i dati EEG con tecniche di apprendimento automatico, associando le misurazioni individuali ad una rete neurale generativa. Adoperando quindi il modello AI che interpretava le risposte del cervello insieme alla rete neurale generativa che modellava le immagini del viso, è stato possibile produrre un’immagine del viso completamente nuova sulla base dei dettagli e dei tratti che una determinata persona trovava attraenti. Per testare la validità dei loro modelli, infine, i ricercatori hanno generato nuovi volti artificiali da sottoporre ai partecipanti al test finale in una procedura in doppio cieco. Hanno così potuto appurare che le nuove immagini corrispondevano alle preferenze dei soggetti con una precisione di oltre l’80%.
I risultati dello studio potrebbero contribuire alla possibilità, da parte delle macchine, di comprendere meglio le preferenze soggettive, generando immagini che corrispondono ai gusti personali. In questo modo, si potrebbe arrivare col tempo ad esaminare funzioni cognitive complesse che riguardano processi come quello di decision making. «Se è possibile far comprendere ai computer qualcosa che è così personale e soggettivo come l’attrazione, potremmo anche essere in grado di esaminare altre funzioni cognitive come la percezione e il processo decisionale. Potenzialmente, potremmo orientare il dispositivo verso l’identificazione di stereotipi o pregiudizi impliciti e comprendere meglio le differenze individuali», ha spiegato il docente e ricercatore senior Michiel Spapé.

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