La prima scuola al mondo stampata in 3D
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MADAGASCAR
12.06.2021 - 08:000

La prima scuola al mondo stampata in 3D

In Madagascar sta per essere realizzato il progetto futuristico di una scuola stampata in 3D economica e veloce

La stampa 3D si sta rivelando utile anche nel mondo della cooperazione internazionale, ad esempio per affrontare la necessità di creare spazi educativi in parti del mondo in cui non ci sono abbastanza risorse per realizzare una scuola “tradizionale”. A tal proposito, grazie all’iniziativa di una ONG, in Madagascar sta per essere costruita la prima scuola al mondo stampata in 3D.
La ONG a capo del progetto si chiama Thinking Huts, un’organizzazione senza scopo di lucro che utilizza soluzioni tecnologiche innovative e umanitarie per colmare il divario globale di opportunità. Il progetto verrà realizzato dallo studio di architettura Mortazavi, che ha sedi a San Francisco e a Lisbona, e che costruirà una scuola stampata in 3D nel campus della EMIT University di Fianarantsoa, ​​una città nell’area centro-meridionale del Madagascar.
L’edificio avrà un design modulare simile a un nido d’ape, con ambienti che possono essere collegati tra loro in base alle necessità. Si partirà con un solo ambiente per la scuola e successivamente ne potranno essere inseriti e collegati altri alla struttura principale. Ogni singola stanza è pensata come un open space dotato di due ingressi, due bagni, un ripostiglio, finestre e ventilazione passiva progettata su misura vicino al soffitto.
La costruzione sarà un esempio di tecnologie di fabbricazione avanzate ma anche un mix con gli stili autoctoni. Le pareti saranno infatti costituite da strati di una speciale miscela di cemento che rilascia meno emissioni, mentre il tetto, le porte e le finestre saranno di provenienza locale. Tutta la struttura sarà comunque molto più economica rispetto ai costi dei metodi convenzionali.
Un ulteriore vantaggio riguarda la velocità dei tempi di realizzazione. «Possiamo costruire queste scuole in meno di una settimana, comprese le fondamenta e tutto il lavoro elettrico e idraulico che è coinvolto. Qualcosa di simile normalmente richiederebbe mesi, se non addirittura di più», ha dichiarato in un’intervista l’architetto Amir Mortazavi.
La stampante verrà messa a disposizione da un’azienda finlandese specializzata in soluzioni di stampa 3D per cemento armato, la Hyperion Robotics, che lascerà poi in dotazione lo strumento all’università locale in modo che si possa continuare a costruire scuole con questa tecnica in altre parti del paese. L’iniziativa, in effetti, ha l’ambizione di diventare un modello per altri istituti analoghi in tutto il continente e oltre.
«Vogliamo utilizzare questa prima scuola come un caso studio, così una volta finita e messa in funzione si può pensare di estendere il progetto ad altri paesi in tutto il mondo e formare i tecnici locali specializzati nell’utilizzo della stampante 3D che diventino autonomi e possano costruire scuole sul loro territorio», ha affermato Mortazavi. Il progetto pilota, quindi, partirà dall’isola africana ma l’obiettivo è quello di estendere anche ad altri Paesi in via di sviluppo questo nuovo concetto di realizzazione di edifici in modo più rapido, economico e sostenibile.

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