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ITALIA
29.04.2021 - 08:000

La prima “casa alveare” stampata in 3D con la terra

Si chiama Tecla, la casa a zero emissioni simile ad un alveare interamente stampata in 3D con materiali riciclabili

Negli ultimi anni sono apparse in tutto il mondo diverse case stampate in 3D, quasi tutte realizzate in cemento o con materiali da costruzione simili. Oggi, un team tutto italiano ha proposto un concept completamente diverso e all’avanguardia. Si tratta di “Tecla”, la prima casa stampata in 3D a forma di alveare creata con materiali naturali e riciclabili, che ne fanno un vero e proprio modello circolare di abitazione.
L’innovativo progetto nasce dalla collaborazione tra lo Studio Mario Cucinella Architects e il genio creativo di Massimo Moretti, CEO di Wasp (World Advanced Savings Project), azienda specializzata in stampanti 3D. La struttura è avveniristica nel concept e nelle intenzioni, in quanto uno dei materiali che la compongono è strettamente legato all’antica tradizione costruttiva, ossia la terra cruda, qui reinventata in chiave tecnologica.
La casa è stata infatti costruita interamente con materiali naturali prelevati dal terreno del luogo, ovvero Massa Lombarda, in provincia di Ravenna. Questi materiali, secondo i progettisti, sono comunque adattabili a qualsiasi clima e contesto. In effetti, prima di arrivare alla miscela definitiva, sono stati necessari diversi anni di ricerca avanzata sul rapporto tra materie prime e tecnologia. E il risultato finale è una casa futuristica a zero emissioni.
Tecla, come detto, ha la forma di un alveare, un chiaro riferimento al nome dell’azienda Wasp (tradotto dall’inglese “vespa”), ma anche perché rimanda all’idea di un progetto performante e duraturo nel tempo da un punto di vista architettonico. La casa, infatti, è stata pensata per resistere a qualsiasi intemperia climatica ed è anche la prima che si adatta alla latitudine, in quanto varia l’altezza a seconda del clima. La struttura, inoltre, è stata realizzata con un foro al centro per favorire la circolazione dell’aria e il mantenimento della temperatura interna.
Per completare l’abitazione ci sono voluti dieci giorni, 200 ore di stampa, 7000 codici macchina (G-code), 350 strati di 12 mm, 150 km di estrusione, 60 metri cubi di materiali naturali per un consumo medio minore di 6 kW. Non è stata adoperata una stampante su binari, come solitamente avviene in questi casi, bensì due stampanti “a braccio” che hanno operato contemporaneamente. Il lavoro è terminato a metà gennaio e sono stati realizzati due alveari di 70 metri quadri abitabili, stanza da letto e cucina compresi.
Ora Tecla sarà analizzata e studiata e se ne verrà confermata la stabilità e sicurezza, verrà presentata al pubblico e poi entrerà sul mercato. Nel frattempo, il progetto ha già suscitato particolare attenzione sia perché si tratta di un’abitazione ecosostenibile, a impatto zero e utile per ridurre l’inquinamento, sia per la combinazione fra passato e futuro, terra e stampanti 3D, cioè una delle tecniche più antiche per costruire case reinventata con una tecnologia moderna. In sostanza, è l’economia circolare applicata all’edilizia.

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