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17.12.2020 - 06:000

Progetto Proteus: la “stazione spaziale” sottomarina

Fabien Cousteau, nipote del noto oceanografo, vuole costruire un super laboratorio subacqueo per studiare gli abissi

Fabien Cousteau, nipote del celebre esploratore, regista e oceanografo francese Jacques Cousteau, vuole costruire a partire dal 2023 la stazione di ricerca sottomarina più grande mai realizzata per studiare il mondo sommerso degli oceani, di cui ancora oggi si conosce ben poco.

L’ambizioso progetto porta il nome di Proteus, figlio di Poseidone nella mitologia greca, divinità del mare e dei fiumi in grado di scrutare attraverso le profondità degli abissi.

«Raramente ho lavorato a un progetto tanto impegnativo. Ma in famiglia se ne è sempre sognato e parlato, anche se ero troppo piccolo per assistere ai primi tentativi fatti da mio nonno», ha
affermato il fondatore del Fabien Cousteau Ocean Learning Center, un’organizzazione no profit dedicata alla protezione e alla conservazione degli oceani, delle aree costiere e degli habitat marini del pianeta.

Proteus è progettato per somigliare alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS), con diversi moduli e attracchi per i sottomarini. Ci saranno dormitori, cucina, aree comuni, serre, due laboratori, l’ambulatorio e uno studio televisivo per montare il materiale video e mandarlo in streaming ovunque nel mondo. L’intenzione, infatti, è quella di trasformare la base in un fenomeno mediatico, così da raccogliere i fondi necessari per restare in piedi economicamente.

«Grazie alla tecnologia moderna, siamo in grado di comunicare l’importanza dell’esplorazione oceanica. Proteus sarà come una casa in fondo al mare, ci permetterà di andare in acqua e immergerci da 10 a 12 ore al giorno per fare ricerche e riprese», ha spiegato Cousteau. In effetti, uno dei limiti maggiori delle esplorazioni oceaniche è legato alla durata delle immersioni subacquee, che di norma sono massimo di due ore al giorno.

Secondo quanto riferito dal sito di FuseProject (l’azienda responsabile del progetto), Proteus sorgerà a 20 metri di profondità al largo dell’isola di Curacao, territorio olandese nei Caraibi, e verrà alimentato da energia solare ed eolica da terra. La struttura avrà una superficie di 371 metri quadrati e potrà ospitare fino ad un massimo di 12 persone. La stazione sarà ancorata al fondo dell’oceano con delle gambe ideate per adattarsi al terreno variabile, mentre la capsula più grande sarà una sorta di piscina che permetterà agli esploratori di entrare in acqua. Gli approvvigionamenti di viveri arriveranno dalla costa, ma una zona dedicata alla coltivazione idroponica consentirà agli abitanti della stazione sottomarina di avere sempre cibo fresco.

Il costo dell’operazione è di 135 milioni di dollari, compresi i primi tre anni di funzionamento. Una volta che sarà a pieno regime, la base richiederà circa 3 milioni di dollari di finanziamento all’anno. Questi soldi verranno sovvenzionati dalle università e dalle agenzie che condurranno ricerche nella stazione.

«Proteus aprirà le porte alle prime ricerche su vasta scala con costi che sono circa mille e cinquecento volte più bassi rispetto a quelli della ISS. Dei mari non sappiamo quasi nulla e
dobbiamo capire come funzionano per preservarli», ha concluso Cousteau.

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