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SPAZIOEffettuati gli ultimi test ambientali del telescopio James Webb

10.12.20 - 08:00
I test hanno dimostrato che il James Webb Space Telescope è in grado di resistere al lancio verso lo spazio
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Effettuati gli ultimi test ambientali del telescopio James Webb
I test hanno dimostrato che il James Webb Space Telescope è in grado di resistere al lancio verso lo spazio

Dopo numerosi rinvii e ritardi sono stati finalmente effettuati con successo alcuni importanti test ambientali che hanno dimostrato che il James Webb Space Telescope, frutto di una collaborazione internazionale tra NASA, Agenzia Spaziale Europea (ESA) e Agenzia Spaziale Canadese (CSA), è in grado di resistere al lancio verso lo spazio. Si tratta della parte più difficile del viaggio che il telescopio dovrà compiere verso la sua orbita definitiva, che sarà a circa un milione di miglia dalla Terra.
I test si sono svolti nella California meridionale presso le strutture della compagnia aerospaziale Northrop Grumman, che sta costruendo il telescopio per conto della NASA. Lo strumento, completamente assemblato, è stato posizionato su una tavola particolare all’interno di una camera speciale, dove è stato sottoposto a sollecitazioni acustiche estreme. È stato infatti investito con suoni a bassa frequenza che hanno superato la soglia dei 140 decibel.
In questo modo, i tecnici hanno riprodotto condizioni simili a quelle che ci saranno al momento del lancio del telescopio verso lo spazio, che è previsto il 31 ottobre del 2021 a bordo di un razzo Ariane V dallo spazioporto europeo di Kourou, nella Guyana francese. «Grazie al duro lavoro svolto con entusiasmo dal team il test è stato un successo», ha dichiarato Sandra Irish, ingegnere aerospaziale responsabile delle strutture dei sistemi meccanici del telescopio spaziale.
Prima del lancio bisognerà effettuare un ulteriore test, per la precisione un Comprehensive Systems Test, che se positivo renderà possibile il trasferimento del telescopio. Lo strumento sarà piegato in modo tale da essere inserito all’interno del bagagliaio del vettore Ariane V.
Il viaggio del James Webb Telescope avrà come destinazione il punto langrangiano L2 del sistema Terra-Sole, cioè a 1,5 milioni di km di distanza dal nostro pianeta. Raggiunta la sua orbita, il telescopio dispiegherà l’enorme specchio primario placcato in oro da 6,5 ​​metri di larghezza, tre volte più grande di quello di Hubble, allo scopo di rilevare la luce delle stelle di galassie lontane.
Uno degli scienziati che ha partecipato al progetto del nuovo telescopio spaziale, Eric Smith, ha spiegato che il James Webb è stato costruito anche tenendo conto delle esperienze dei suoi predecessori, come Hubble e Spitzer, e il suo scopo principale è quello di studiare ogni fase della storia dell’universo tramite l’osservazione agli infrarossi dei suoi componenti.
Grazie a questo straordinario strumento, quindi, si tenterà di rilevare la luce della prima generazione di galassie, ovvero le prime a formarsi nell’universo subito dopo il Big Bang. Inoltre, verranno studiate le atmosfere degli esopianeti vicini per scoprire eventuali condizioni di abitabilità ed esistenza di vita aliena.

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