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REGNO UNITO
21.11.2020 - 08:000

Uno spettacolare jetpack per soccorsi rapidi in montagna

In Inghilterra un jetpack ha permesso a un paramedico di raggiungere il luogo dell’incidente in soli 90 secondi

I soccorsi in ambito sanitario necessitano di tempi rapidi, e questo vale anche per i luoghi impervi e pericolosi. In questi contesti però, i paramedici, oltre ai mezzi più classici come ambulanze o elicotteri, non hanno altri metodi per raggiungere in fretta le persone bisognose di aiuto.
Per questa ragione, il Great North Air Ambulance Service (GNAAS), un ente di beneficenza del Regno Unito dedicato a fornire servizi di emergenza in elicottero, ha testato un jetpack realizzato dall’inventore Richard Browning, membro del team dell’azienda Gravity Industries, per consentire un giorno ai paramedici di volare su una montagna in modo da fornire il primo soccorso.
L’innovativo jetpack è composto da uno zaino con il propellente, quattro microjet (due per mano) con due tubi che li collegano e un display per mostrare dati come velocità e carburante residuo. Ha una potenza di 1050 cavalli. Una volta indossato, consente al paramedico di volare quasi ovunque, sopra terreni pianeggianti, accidentali o anche laghi e fiumi in maniera molto semplice e veloce.
Browning ha affermato che i rischi di incendi o guasti sono davvero minimi, soprattutto se si vola vicini al terreno. Serve comunque un allenamento specializzato perché sollevare l’intero dispositivo richiede abbastanza forza. Un ulteriore vantaggio di questo jetpack è il suo costo, pari a circa 372.000 Euro, decisamente meno di un elicottero.
Il volo di prova del mezzo di trasporto è stato realizzato dallo stesso Browning. In un video girato per mostrare le potenzialità di questa tecnologia, invece, un paramedico, aggirando laghi e ripide salite, è riuscito a percorrere in soli 90 secondi una distanza che a piedi avrebbe richiesto almeno 25 minuti. Il viaggio è stato effettuato dal fondo della valle di Langdale fino a Bowfell, nel parco nazionale del Lake District, dove alla fine è stato simulato un intervento di pronto soccorso.
«In un periodo come questo che stiamo vivendo a causa dell’emergenza Covid, è importante spingersi oltre i confini. Il nostro velivolo sarà parte vitale della risposta alle emergenze su questo territorio, in sinergia con le fantastiche squadre di soccorso alpino. Ma si tratta di cercare di integrare quelle risorse con qualcosa di completamente nuovo», ha dichiarato Andy Mawson, direttore delle operazioni e paramedico al GNAAS. «Riteniamo che questa tecnologia potrebbe consentire al nostro team di raggiungere alcuni pazienti molto più rapidamente che mai. In molti casi questo allevierebbe la sofferenza del paziente. In alcuni casi, salverebbe le loro vite».

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