AvanTi
ULTIME NOTIZIE AvanTI
UNIONE EUROPEA
3 ore
SuperTwin, l’innovativo microscopio che sfrutta la fisica quantistica per osservare i virus
Il progetto finanziato dall’UE intende superare il limite di risoluzione di 250 nanometri dei microscopi ottici attuali
REGNO UNITO
1 gior
Creato il primo robot-scienziato
Si tratta di un robot chimico che in una settimana ha fatto già oltre 600 esperimenti e impara dal proprio lavoro
RUSSIA
3 gior
L’Intelligenza Artificiale che analizza la personalità in base alle foto
Un team di ricercatori ha sviluppato un’AI che identifica i tratti psicologici di una persona a partire dai selfie
STATI UNITI
6 gior
E-Skin, il dispositivo indossabile del futuro
Si tratta di una “pelle elettronica” che misura i parametri vitali e usa il sudore come biocarburante
PAESI BASSI
1 sett
Airbus punta sul primo aereo ad idrogeno
La compagnia ha presentato tre concept di aerei commerciali alimentati ad idrogeno che solcheranno i cieli entro il 2035
AvanTI
1 sett
Omaggi aziendali per Natale: dal Ticino un'idea originale e intelligente
Per ogni regalo verrà piantato un albero nella foresta amazzonica. Ma non solo…
STATI UNITI
2 sett
Dal PET agli elettrodi per batterie: scoperta una nuova tecnica per il riciclo della plastica
Sviluppata una tecnologia che sfrutta le microonde per trasformare il PET in materiali utili all’accumulo energetico
STATI UNITI
2 sett
Persone affette da cecità riescono a “vedere” grazie a un impianto cerebrale
Sviluppato un impianto cerebrale che consente alle persone non vedenti e ipovedenti di “vedere” la forma delle lettere
SPAZIO
16.10.2020 - 08:000

Le incredibili immagini della nascita di un pianeta

Grazie allo strumento Sphere gli astronomi hanno fotografato per la prima volta nella storia la nascita di un pianeta

Per la prima volta nella storia sono state catturate le immagini della nascita di un esopianeta. Si tratta di un vortice di luce, gas e polveri, intorno a una regione centrale più scura, che ruota attorno alla stella AB Aurigae, a circa 520 anni luce dalla Terra, nella costellazione dell’Auriga.
Il pianeta nascente si trova a una distanza dalla sua stella madre paragonabile a quella che separa Nettuno dal Sole. Le incredibili immagini sono state scattate dallo strumento Sphere montato sul Very Large Telescope (VLT), in Cile, gestito dall’Osservatorio Europeo Meridionale (ESO). I dettagli della scoperta sono stati pubblicati sulla rivista Astronomy & Astrophysics da un team di ricercatori dell’Osservatorio di Parigi e dell’Università PSL di Parigi.
I pianeti si formano dentro “dischi protoplanetari” che circondano giovani stelle e gli astronomi pensano che il tutto avvenga attraverso l’accumulo di milioni di piccoli granelli di gas e polvere refrigerati, uniti dalla forza di gravità. Questi piccoli e grossolani ammassi diventano sempre più grandi incorporando gas e polvere lungo la loro orbita e, alla fine, diventano pianeti.
Da tempo gli astronomi hanno notato un gran movimento attorno alla costellazione AB Aurigae, decidendo di tenerla sotto osservazione perché ha appena qualche milione di anni e per tale motivo è circondata da una densa nuvola di gas e polveri. «Dobbiamo osservare sistemi molto giovani per catturare il momento in cui davvero si formano i pianeti», ha spiegato il coordinatore del team Anthony Boccaletti.
Nel 2018 i ricercatori hanno pubblicato le immagini di AB Aurigae scattate dallo strumento Alma, che permise di visualizzare per la prima volta i due grandi bracci che avvolgono con la loro spirale la stella. Oggi, grazie a un altro strumento chiamato Sphere, che utilizza una tecnica high-contrast imaging, che prende lentamente tracce di giovani stelle nel corso di diverse ore di osservazione continua, si è riusciti ad osservare una zona anomala.
Si tratta di un accumulo di materia che ha tutta l’aria di essere una concentrazione che si sta ingrandendo, sotto la spinta della sua stessa gravità, e che porterebbe appunto a pensare alla formazione di un nuovo pianeta. Come scrivono gli scienziati, il puntino luminoso dove si concentra la materia è una di quelle zone dove le “acque” si sono agitate e hanno dato vita a due piccoli bracci a spirale. «È previsto da alcuni modelli teorici di formazione planetaria, uno che si avvolge verso l’interno e l’altro che si espande verso fuori e che si incontrano nella zona del pianeta. E permettono a gas e polveri di aggregarsi nel pianeta che si sta formando e di farlo crescere», ha dichiarato Anne Dutrey, del Laboratorio di Astrofisica di Bordeaux.
Nei prossimi anni, proprio per studiare con maggiore dettaglio questi processi di formazione, gli scienziati attendono l’entrata in funzione dell’Extremely Large Telescope (ELT) dell’ESO, con un diametro di 39 metri, che vedrà la luce nel 2025.

AvanTi
Guarda le 2 immagini

YouTube

Facebook

Instagram

Linkedin

Twitter

TikTok


Copyright © 1997-2020 TicinOnline SA - Tutti i diritti riservati
IMPRESSUM - DISCLAIMER - SEGNALACI - COMPANY PAGES
Disposizioni sulla protezione dei dati  -   Cookie e pubblicità online  -   Diritto all'oblio


Ultimo aggiornamento: 2020-10-26 16:49:36 | 91.208.130.86