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22.07.2020 - 06:000

Ecco i pannelli anti-solari che producono energia anche di notte

Alcuni ricercatori hanno creato innovativi pannelli che trasformano in energia il calore radiato di sera dalla Terra

Il problema del riscaldamento globale ha fatto emergere in maniera ancora più impellente la necessità di sostituire l’energia prodotta da combustibili fossili con energia proveniente da fonti rinnovabili. Tra queste il fotovoltaico è ovviamente una delle più sfruttate e con più potenziale, ma il suo principale svantaggio è che non è costante, cioè non funziona quando non c’è luce solare.

La soluzione a questo problema potrebbe oggi arrivare da alcuni ricercatori della University of California di Davis che hanno sviluppato degli innovativi pannelli fotovoltaici che lavorano in modo opposto a quelli tradizionali in quanto sono in grado di produrre energia anche di notte.

Nello specifico, il team di ricercatori, guidati dal professor Jeremy Munday del dipartimento di Ingegneria elettrica e informatica dell’Università, ha messo a punto il prototipo di un pannello “anti-solare” che si è dimostrato capace di generare piccole quantità di energia durante le ore notturne. Questo particolare pannello ha infatti prodotto ben 500 watt di energia per metro quadrato, ovvero una quantità pari a circa un quarto di quella prodotta di giorno da un normale pannello solare.

Lo studio, pubblicato sulle pagine di Acs Photonics, si basa su un processo simile a quello di un pannello fotovoltaico, ma semplicemente al contrario. I pannelli solari tradizionali funzionano catturando la luce solare trasformandola in energia, lavorando in sostanza sulla conversione dell’energia trasferita dal Sole alla Terra. Il nuovo tipo di pannello, invece, fa esattamente l’opposto, cioè cattura l’energia che di sera viaggia dalla Terra verso lo spazio sotto forma di radiazione termica, un’altra forma di energia che normalmente non viene sfruttata.

«Le normali celle fotovoltaiche raccolgono l’energia trasmessa dal Sole alla Terra. Creano elettricità, in pratica, sfruttando lo scambio di energia fra un corpo caldo e uno freddo. La nostra teoria utilizza gli stessi principi, solo che di notte il corpo caldo diventa la Terra e lo spazio diventa il corpo freddo. Vogliamo convertire in energia il calore che la Terra rilascia», ha spiegato il professor Munday.

Per generare elettricità, a differenza della cella fotovoltaica utilizzata in un pannello solare, nel nuovo dispositivo i ricercatori si sono serviti della cella termoradiativa, che genera energia irradiando calore nell’ambiente circostante. Come ha dichiarato lo stesso Munday, «una normale cella solare genera energia assorbendo la luce, generando una tensione e il flusso di corrente. In questi nuovi dispositivi, invece, viene emessa luce e la corrente e la tensione vanno nella direzione opposta, ma si genera comunque energia».

Naturalmente ci vorrà ancora molto lavoro per migliorare l’efficienza di questo nuovo pannello.

Bisognerà innanzitutto risolvere la questione dei materiali da utilizzare. Infatti, se per i pannelli tradizionali normalmente viene usato il silicio, che è un ottimo materiale per assorbire la luce, i ricercatori stanno studiando quale materiale possa essere più utile per catturare la luce a una lunghezza d’onda estremamente lunga. Ad esempio, stanno pensando ad alcune leghe di mercurio. Ad ogni modo, il progetto rappresenta sicuramente un ulteriore passo in avanti verso una transizione energetica ecocompatibile.


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