AvanTi
ULTIME NOTIZIE AvanTI
SPAZIO
1 gior
Un’Intelligenza Artificiale per identificare asteroidi pericolosi per la Terra
Una rete neurale è stata in grado di rilevare 11 asteroidi potenzialmente pericolosi sfuggiti agli strumenti della NASA
GERMANIA
4 gior
Willpower: come ottenere energia pulita dalla CO2
Un progetto europeo intende recuperare la CO2 presente nell’aria per produrre metanolo da usare al posto del petrolio
ISRAELE
1 sett
Creato un microscopio così potente da permettere di vedere la luce in movimento
I ricercatori vogliono scoprire come migliorare la qualità di questi piccoli punti quantici su grandi superfici
ITALIA / STATI UNITI
1 sett
In arrivo le super batterie al grafene
Le batterie al grafene promettono tempi di ricarica più veloci, temperature inferiori, maggiore sicurezza e durata
MONDO
1 sett
Un altro passo in avanti verso la fotosintesi artificiale
Realizzati sistemi ibridi sintetici in grado di fissare il carbonio in presenza di luce proprio come le piante
STATI UNITI
2 sett
Osservato per la prima volta un entanglement quantistico su elettroni in un “metallo strano”
Miliardi di elettroni entangled al punto critico di una transizione di fase quantistica in un “metallo strano”
FOTO
EUROPA
2 sett
Energia pulita e sostenibile grazie a un’ala gonfiabile
Un progetto finanziato dall’UE punta ad abbattere i costi di produzione dell’energia eolica e aumentarne l’efficienza
VIDEO
STATI UNITI
2 sett
Un nuovo occhio artificiale che imita struttura, forma e funzione di quello umano
Creato il prototipo di un occhio bionico che potrebbe ridare la vista ai non vedenti e migliorare la visione robotica
VIDEO
STATI UNITI
3 sett
NEID: il nuovo strumento della Nasa a caccia di esopianeti
Un nuovo spettrometro permetterà la misurazione della massa degli esopianeti con estrema precisione
STATI UNITI
01.07.2020 - 06:000

“Cyborg” meduse per esplorare gli oceani

Grazie a un dispositivo simile a un pacemaker una rete di meduse “bioibride” potrebbe aiutarci a monitorare gli oceani

L’esplorazione delle profondità marine, nonostante gli sforzi della scienza, resta ancora un’impresa difficile. In effetti, nemmeno con strumenti costosi come sottomarini e droni nuotatori si riesce a coprire tutta l’enorme superficie oceanica. Ma oggi alcuni scienziati sperano di aver trovato finalmente una soluzione a questo problema grazie ad esseri viventi come le meduse. Un team di ingegneri dell'Università di Stanford e del Caltech, infatti, sta cercando di trasformare questi fragili organismi in cyborg controllabili.

Nello specifico, gli ingegneri hanno creato un piccolissimo dispositivo a impulsi elettrici che, installato nel cappuccio delle meduse, ne riesce a regolare e velocizzare il moto propulsivo. Si tratta in sostanza di una sorta di pacemaker, che altro non è che una protesi in grado di far nuotare le meduse tre volte più rapidamente, utilizzando anche meno energia. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati su Science Advances.

Normalmente le meduse si spostano attraverso contrazioni che generano vortici d’acqua capaci di spingerle in avanti a una velocità di circa 2 cm al secondo. Il dispositivo microelettronico, che ha un diametro di 2 cm e viene collegato al corpo degli animali con una punta di legno ricurva, fa invece pulsare le meduse a una frequenza tre volte maggiore, facendole quindi avanzare a una velocità compresa tra i 4 e i 6 cm al secondo. Inoltre, questo tipo di nuoto è anche più efficiente in quanto, pur procedendo al triplo della velocità, le meduse consumano solamente il doppio dell’ossigeno.

Gli scienziati hanno testato questo sistema, controllabile via wireless, su sei meduse all’interno di una vasca e hanno scoperto che non provoca stress negli animali. Le meduse infatti non hanno cervello né recettori del dolore, ma quando sono sottoposte a stress producono un muco che durante gli esperimenti non è stato secreto. Inoltre, l’installazione della protesi non provoca conseguenze perché, una volta tolta, le meduse possono ritornare a nuotare come se niente fosse.

Queste cyborg meduse presentano diversi vantaggi rispetto ai robot marini. Innanzitutto, possono sopravvivere per anni, alimentandosi mangiando. Poi, anche se la protesi richiede una batteria, il suo compito è semplicemente quello di stimolare gli elettrodi e non di alimentare un motore, quindi le versioni aggiornate potrebbero essere davvero minuscole. Per ultimo, si stima che tali organismi bioibridi siano da dieci a mille volte più efficienti dei robot subacquei.

Ci sono tuttavia ancora dei limiti che i ricercatori stanno cercando di superare. Al momento, infatti, il dispositivo non consente di controllare la direzione del moto, che è decisa dall’animale. Comunque, in futuro, meduse attrezzate di protesi potrebbero scandagliare i mari misurandone acidità, livelli di ossigeno e temperatura. La velocità potenziata, poi, permetterebbe di esplorare diverse profondità e di non farsi eccessivamente condizionare dalle correnti marine. La raccolta di questi dati potrebbe rivelarsi fondamentale. La comprensione dei modelli negli oceani potrebbe aiutare a migliorare la capacità di prevedere le condizioni metereologiche. Ma potrebbero risultare utili anche per dirigere le attività marine e indirizzare, ad esempio, i pescatori verso luoghi più ricchi di determinate specie di pesce.


YouTube

Facebook

Instagram

Linkedin

Twitter


Copyright © 1997-2020 TicinOnline SA - Tutti i diritti riservati
IMPRESSUM - DISCLAIMER - SEGNALACI - COMPANY PAGES
Disposizioni sulla protezione dei dati  -   Cookie e pubblicità online  -   Diritto all'oblio


Ultimo aggiornamento: 2020-07-10 03:07:45 | 91.208.130.89