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22.06.2020 - 06:000

Energia pulita e sostenibile grazie a un’ala gonfiabile

Un progetto finanziato dall’UE punta ad abbattere i costi di produzione dell’energia eolica e aumentarne l’efficienza

L’idea è alquanto semplice ma allo stesso tempo davvero geniale: sostituire le attuali pale eoliche con degli “aquiloni”, o meglio, con ali gonfiabili connesse a terra a un generatore a tamburo tramite un cavo in plastica ad elevate prestazioni. Si tratta di un progetto finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma Horizon 2020 con lo scopo di abbattere i costi di produzione, trasporto e funzionamento dell’energia eolica, aumentandone al contempo produzione ed efficienza.

Al progetto partecipano diverse realtà industriali e accademiche francesi, tedesche e olandesi, con a capo l’Università di Delft. Il sistema è stato già messo a punto e testato a partire dal 2017. È così facile da utilizzare che richiede appena una giornata di apprendimento da parte degli operatori.

Questo aquilone volante, poi, adopera solo il 10% del materiale necessario per una turbina eolica.

«E poiché l’intero sistema si inserisce in un piccolo contenitore per il trasporto e il generatore è a terra, è più facile da installare e manutenere», ha spiegato il ‎coordinatore del progetto Roland Schmehl, della Delft University of Technology.

L’aquilone lavora in “cicli di pompaggio”: in una prima fase decolla, salendo fino alla massima altezza consentita, in veloci manovre trasversali alla direzione del vento. Così facendo l’aquilone tira con forza il cavo a cui è connesso, azionando in tal modo il generatore a tamburo. Una volta raggiunta l’altezza massima, l’aquilone viene recuperato per essere quindi rilasciato nuovamente.

Le ali in sviluppo potranno volare fino a 500 metri di altezza, dove i venti sono molto più forti, così da sfruttare con la massima efficienza tutta l’energia dei venti, diminuendo allo stesso tempo i costi e l’impatto ambientale rispetto alle attuali pale eoliche.

Il lancio commerciale di questo innovativo sistema dovrebbe avvenire molto presto e inizialmente si punterà a servire le comunità più isolate che non sono connesse alla rete elettrica principale.

Non a caso, proprio nel 2017 era stato già finanziato un primo progetto pilota capace di produrre fino a 100 kW, cioè una quantità di energia sufficiente ad alimentare circa 200 piccole abitazioni.

Inoltre, a differenza delle pale eoliche, l’ala gonfiabile si è rivelata essere una soluzione abbastanza silenziosa, visivamente discreta e non pericolosa per i volatili.

Al momento i ricercatori stanno raccogliendo ulteriori dati per cercare di definire con più precisione l’impatto ambientale del dispositivo. Intanto, Schmehl e due suoi colleghi, amministratori delegati rispettivamente di uno spin-off della Delft University e di un consorzio di cinque aziende partecipanti alla ricerca, ne hanno depositato il brevetto in Olanda, avviando il processo anche per un brevetto europeo, con l’obbiettivo di farsi trovare pronti per il mercato già entro la fine di quest’anno.

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