AvanTi
ULTIME NOTIZIE AvanTI
STATI UNITI
1 gior
Voyager Station: il primo hotel nello spazio
Un’azienda americana vuole costruire una base per accogliere dal 2027 turisti spaziali, scienziati e astronauti
DANIMARCA
3 gior
Un’isola artificiale per produrre energia eolica
La Danimarca costruirà nel Mare del Nord un hub per 200 turbine eoliche che forniranno energia a 3 milioni di famiglie
MARTE
5 gior
Prodotto per la prima volta l’ossigeno su Marte
Uno dei dispositivi sul rover Perseverance ha convertito l’anidride carbonica dell’atmosfera marziana in ossigeno
STATI UNITI
1 sett
L’indossabile che trasforma il corpo umano in batteria
Un innovativo dispositivo indossabile può convertire il calore del corpo umano in energia elettrica
AvanTI
1 sett
SostenibiliTi: insieme per trasformare il Ticino nella prima regione a bilancio positivo del mondo
Lo Swiss Institute for Disruptive Innovation lancia un’importante iniziativa per compensare le emissioni di CO2
ITALIA
1 sett
La prima “casa alveare” stampata in 3D con la terra
Si chiama Tecla, la casa a zero emissioni simile ad un alveare interamente stampata in 3D con materiali riciclabili
SVEZIA
1 sett
Un nuovo prototipo di batteria strutturale
Dalla fibra di carbonio l’accumulo senza massa con risultati 10 volte migliori rispetto a tutte le precedenti versioni
STATI UNITI
2 sett
Coltivare legno in laboratorio per arginare la deforestazione
I ricercatori del MIT stanno coltivando in vitro tessuti vegetali che potrebbero aprire la strada a nuovi biomateriali
REGNO UNITO
25.05.2020 - 10:420

WideSee, la tecnologia wireless per droni per le operazioni di emergenza

Una nuova tecnologia permette di scandagliare gli edifici dall’esterno per rilevare la presenza di persone intrappolate

LEEDS - Spesso, nelle operazioni di emergenza come in caso di incendi, terremoti o danni strutturali ad edifici, è difficile capire se all’interno vi siano o meno esseri umani. E valutare prontamente la presenza di eventuali individui intrappolati può aumentarne le possibilità di salvezza. Per tale ragione, un gruppo di ingegneri dell’Università di Leeds ha sviluppato il prototipo di un sistema di scansione wireless da installare su droni che, dall’esterno di un edificio, è in grado di individuare la presenza di persone.
Questa innovativa tecnologia si chiama WideSee ed è stata progettata appunto per essere impiegata dagli operatori di emergenza coinvolti nelle situazioni di pronto intervento. La presentazione ufficiale è avvenuta durante la conferenza su sistemi smart ACM SenSys di fine 2019 a New York. Un elemento fondamentale di WideSee rispetto a soluzioni analoghe già esistenti è che il raggio di azione è molto più ampio e il rilevamento funziona anche in presenza di mura di cemento dello spessore di mezzo metro. Inoltre, le onde radio a lungo raggio non recano alcun danno alla salute umana.
Il team di ingegneri, che nello specifico ha coinvolto anche ricercatori dell’Università del Massachusetts e della Northwestern University di Xi’an in Cina, è partito da un sistema wireless già presente sul mercato chiamato LoRa (Long Range), che di solito viene adoperato per connettere oggetti IoT, consentendo ai dispositivi su una rete chiusa di condividere dati. La peculiarità di LoRa è di avere un ampio raggio d’azione ma può incorrere in alcuni rischi di interferenza.
Gli ingegneri inglesi hanno allora messo a punto un’antenna in grado di concentrare il fascio e di risolvere il problema. Il risultato è una sorta di radar che sfrutta il rimbalzo dei segnali fra gli oggetti, e quindi anche le persone, dove la differenza tra il segnale inviato e quello ricevuto dal drone permette di ricostruire le presenze interne alle abitazioni. Tutte le informazioni vengono poi elaborate a terra da una postazione PC e in questo modo è possibile individuare ogni particolare sugli occupanti degli edifici. Potenzialmente, ciò dovrebbe permettere di identificare più esseri umani contemporaneamente in stanze diverse, ma allo stadio attuale di sviluppo è possibile
localizzare un solo obiettivo alla volta.
«Le telecamere a ricerca di calore sono in grado di identificare il calore irradiato da un corpo umano, ma in una fiammata c’è un’alta probabilità che le telecamere non siano in grado di captare il calore generato da qualcuno intrappolato nell’edificio a causa del calore più intenso emesso vicino al fuoco», ha spiegato il dottor Zheng Wang, professore associato presso la School of Computing di Leeds. Al momento, per ottenere i risultati migliori occorre che gli individui all’interno degli edifici si muovano e agitino le braccia. Così facendo, e con il drone ad una velocità di 1-1,5 metri al secondo, le percentuali di successo sono del 96%.

AvanTi
Guarda le 2 immagini

YouTube

Facebook

Instagram

Linkedin

Twitter

TikTok


Copyright © 1997-2021 TicinOnline SA - Tutti i diritti riservati
IMPRESSUM - DISCLAIMER - SEGNALACI - COMPANY PAGES
Disposizioni sulla protezione dei dati  -   Cookie e pubblicità online  -   Diritto all'oblio


Ultimo aggiornamento: 2021-05-09 16:14:40 | 91.208.130.89