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18.01.2020 - 22:200

Sviluppato un nuovo tipo di materiale che in futuro potrebbe sostituire la plastica

Un team di ricercatori finlandesi ha ideato un nuovo materiale basato su fibra di legno e seta di ragnatela con una resistenza e rigidità superiori a quelli sintetici e naturali oggi in commercio

ESPOO - Uno dei più gravi problemi del mondo contemporaneo riguarda senza ombra di dubbio l’inquinamento ambientale. Un problema a cui ha contribuito certamente l’uso indiscriminato della plastica. Vietare oggetti come cotton fioc, bicchieri e piatti monouso ormai non basta più. Per questo serve una soluzione innovativa che possa rimpiazzare la plastica con materiali ecologici, biodegradabili ed ecosostenibili.

A tale scopo hanno lavorato alcuni ricercatori finlandesi della Aalto University e del VTT Technical Research Centre of Finland, che per trovare una soluzione hanno preso semplicemente spunto dalla natura. Hanno infatti sviluppato un nuovo materiale a base biologica ottenuto incollando le fibre di cellulosa del legno e le proteine ​​della seta presenti nei fili di ragnatela. Il risultato finale è un tipo di materiale solido e resistente, che un giorno potrebbe essere utilizzato come sostituto della plastica, come parte di compositi a base biologica e in applicazioni mediche, fibre chirurgiche, nell’industria tessile e per gli imballaggi.

Come ha spiegato il professor Markus Linder dell’Università di Aalto, a capo della ricerca, la natura può offrire degli ottimi ingredienti per lo sviluppo di nuovi materiali. Fra questi ci sono, in maniera ampiamente disponibile, la cellulosa compatta ricavata dal legno e la seta, un tipo di materiale che è sia resistente che flessibile. Il vantaggio principale di tali materiali, a differenza della plastica, è che essendo naturali sono ovviamente biodegradabili e non recano danni all’ambiente.

Uno degli scienziati che ha preso parte agli esperimenti, Pezhman Mohammadi del VTT, ha dichiarato che per questa ricerca è stata impiegata «la polpa di betulla, abbattuta in nanofibrille di
cellulosa e infiltrata con una matrice adesiva di seta di ragno morbida ed energeticamente dissipativa. Successivamente le fibre sono state allineate su un’impalcatura rigida».

La seta è una proteina naturale che viene escreta da animali come i bachi da seta e si trova anche nei fili della ragnatela. Ma nei loro esperimenti i ricercatori dell’Università di Aalto hanno adoperato seta di ragnatela prodotta in laboratorio usando batteri con DNA sintetico. Come ha dichiarato Linder, la ragione di tale scelta è stata dettata dal fatto che «conosciamo la struttura del DNA (della seta di ragnatela), quindi possiamo copiarlo e usarlo per produrre molecole di proteine ​​della seta che sono chimicamente simili a quelle che si trovano nei fili della ragnatela naturale».

Il prossimo obbiettivo è quello di produrre compositi simili e con caratteristiche differenti per una vasta gamma di applicazioni. Bisogna dire che occorrerà probabilmente del tempo prima di avere questo nuovo tipo di materiale in commercio, ma se il suo impatto sull’ambiente è nullo ciò ci fa ben sperare su un futuro finalmente libero dalla plastica.

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