Segnala alla redazione
AvanTi
ULTIME NOTIZIE AvanTI
STATI UNITI / MARTE
1 gior
SpaceX sta collaborando con la Nasa per trovare siti di atterraggio per astronavi su Marte
La compagnia guidata da Elon Musk starebbe cercando dei luoghi pianeggianti e sicuri di atterraggio per portare l’uomo su Marte già nel 2022
STATI UNITI
4 gior
Controllare una sedia a rotelle con il pensiero grazie al Deep Learning e all’elettronica flessibile
Una soluzione indossabile e poco fastidiosa può permettere a persone con problemi motori di controllare i propri accessori protesici con il cervello
AvanTI
1 sett
Alla scoperta di alcuni particolari fenomeni del mondo quantistico
Cosa accade se proviamo a cambiare prospettiva e osserviamo i fenomeni che avvengono nel mondo subatomico?
STATI UNITI
1 sett
E se fosse l’Intelligenza Artificiale a decidere sul lancio di armi nucleari?
Due ricercatori americani affiliati all’Air Force propongono di fornire i codici per lanciare le armi atomiche all’Intelligenza Artificiale
STATI UNITI
2 sett
Xenobot: creati in laboratorio i primi robot viventi
Un team di scienziati dell’Università del Vermont ha realizzato gli Xenobot, veri e propri robot viventi e programmabili
CINA
2 sett
La Cina mette in funzione la sua prima polizia stradale robotizzata
Nel nord della Cina sono stati schierati i primi robot poliziotto che dirigono il traffico e aiutano gli ufficiali umani a mantenere l’ordine
STATI UNITI
2 sett
Sviluppato un nuovo processo per produrre cemento ecosostenibile
Un team di scienziati del MIT ha messo a punto un metodo innovativo per azzerare le emissioni di gas serra nel processo di produzione del cemento
VIDEO
STATI UNITI
3 sett
Provato a New York il primo servizio di navette a guida autonoma
La start-up Optimus Ride ha sperimentato l’utilizzo di sei veicoli a guida autonoma nel distretto industriale di Brooklyn Navy Yard
STATI UNITI
30.11.2019 - 06:000

Orion, l’impianto neurale che riesce a ridare una vista parziale ai non vedenti

Una sperimentazione medica ha permesso a sei pazienti di riacquistare parzialmente la vista grazie a Orion, un dispositivo che trasmette le immagini da una videocamera direttamente al cervello

Quella di restituire la vista ai non vedenti è di gran lunga una delle sfide più difficili ed ambiziose dell’ingegneria biomedica. Tuttavia, proprio di recente, in questo campo sono stati raggiunti risultati straordinari. Basti pensare all’ultima pioneristica scoperta proposta dall’azienda statunitense Second Sight e testata in collaborazione con l’Università della California di Los Angeles e il Baylor College of Medicine del Texas. Si tratta di Orion, la protesi visuale corticale che nel corso del primo trial clinico di un dispositivo del genere ha dato nuove speranze a sei pazienti non vedenti, nello specifico 5 uomini e una donna.

Il dispositivo Orion comprende tre componenti principali: una piccola telecamera collegata a degli occhiali che registra l’ambiente circostante, un’unità portatile di elaborazione dei segnali, e un impianto in corrispondenza della corteccia visiva. L’impianto cerebrale è costituito da 60 elettrodi e traduce le immagini registrate dalla telecamera in pattern di stimolazione.

«Teoricamente, se avessimo centinaia di migliaia di elettrodi nel cervello, potremmo produrre una ricca immagine visiva. Pensa a un dipinto che utilizza il puntinismo, in cui migliaia di piccoli punti si uniscono per creare un’immagine completa, potremmo potenzialmente fare lo stesso stimolando migliaia di punti sulla parte occipitale del cervello», ha affermato il Dottor Daniel Yoshor, professore di neurochirurgia presso il Baylor.

Il punto di forza del dispositivo sta nel fatto di essere in grado di bypassare sia gli occhi che il nervo ottico. Nel caso di danni al nervo ottico, infatti, le soluzioni basate su protesi retiniche risultano completamente inefficaci. Inoltre, nelle persone che hanno perso la vista successivamente alla nascita, la corteccia visiva rimane funzionante e per tale ragione è pensabile utilizzare un dispositivo del genere. Questo, purtroppo, non è applicabile a chi nasce cieco perché le parti del cervello coinvolte nella vista non sarebbero sufficientemente sviluppate per elaborare le informazioni visive.

Per testare il dispositivo, i ricercatori hanno chiesto ai partecipanti della sperimentazione, rimasti completamente ciechi per anni, di guardare uno schermo di un computer e di identificare un quadrato bianco che appariva casualmente in un punto del monitor. La maggior parte delle volte, i partecipanti sono stati in grado di identificare il quadrato. Yoshor ritiene che il quadrato bianco potrebbe rappresentare solo l'inizio del ripristino della visione per i pazienti non vedenti. Ma anche nel suo stato attuale, il dispositivo potrebbe già cambiare la vita di tantissime persone non vedenti.

Paul Phillip, uno dei partecipanti all’esperimento, rimasto cieco da quasi un decennio, ha detto che quando va in giro con sua moglie è in grado di vedere dove finisce l’erba e inizia il pavimento di cemento. Inoltre, è stato in grado anche di vedere dove si trova il suo divano di casa. «È davvero incredibile poter vedere qualcosa anche se per ora sono solo dei punti luce», ha affermato Phillip.

AvanTi
Guarda le 3 immagini
Copyright © 1997-2020 TicinOnline SA - Tutti i diritti riservati
IMPRESSUM - DISCLAIMER - SEGNALACI - COMPANY PAGES
Disposizioni sulla protezione dei dati  -   Cookie e pubblicità online  -   Diritto all'oblio


Ultimo aggiornamento: 2020-02-21 17:11:00 | 91.208.130.87