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26.11.2019 - 08:000

Paraplegici tornano a camminare grazie alla neurotecnologia che ricollega il cervello alle gambe

Alcuni ricercatori svizzeri hanno sviluppato una tecnica rivoluzionaria di stimolazione elettrica che permette alle persone che hanno subito una lesione del midollo spinale di tornare a camminare

Gregoire Courtine e Jocelyne Bloch, due scienziati svizzeri del Centro ospedaliero universitario vodese e dell’École Polytechnique Fédérale di Losanna, hanno condotto alcune ricerche che consentono alle persone che hanno subito lesioni al midollo spinale di controllare nuovamente i muscoli delle gambe grazie a un impianto di stimolazione elettrica.
Il nome dello studio che ha permesso a tre paraplegici di tornare a camminare da soli con l’aiuto di stampelle o di un deambulatore è STIMO ed è stato descritto in due articoli pubblicati sulle riviste Nature e Nature Neuroscience. Consiste in una tecnica specializzata di elettrostimolazione epidurale del midollo spinale (Epidural Electrical Stimulation) che ha aiutato i pazienti paraplegici coinvolti nella sperimentazione a recuperare il movimento volontario delle gambe anche in assenza di stimolazione.
«Dopo oltre 10 anni di ricerche siamo riusciti a capire con esattezza in che modo il cervello attiva il midollo spinale», ha spiegato il neuroscienziato Gregoire Courtine. «Per la prima volta è stato dimostrato che un topo con una lesione paralizzante può recuperare l’uso volontario degli arti paralizzati. Abbiamo poi ripetuto l’esperimento su un primate. È un risultato rivoluzionario perché questo aspetto non era mai stato dimostrato prima. È proprio la forza di volontà, il voler camminare di nuovo, a far sì che il cervello sviluppi delle vie di comunicazione con la zona lombare danneggiata». Grazie a questi risultati promettenti sugli animali, il team di ricercatori è stato successivamente autorizzato a condurre uno studio clinico su persone paraplegiche.
Affinché le gambe possano essere ricollegate al cervello è necessario un intervento chirurgico attraverso cui alcuni elettrodi vengono impiantati sopra la lesione nel midollo spinale. «Per noi è molto importante che gli ultimi sei centimetri del midollo spinale siano intatti, perché saranno proprio quei centimetri ad attivare le gambe ed è lì che impiantiamo gli elettrodi», ha dichiarato Jocelyne Bloch, la neurochirurga che ha operato i pazienti. Gli elettrodi applicati nella zona lombare inviano stimoli elettrici che rendono possibile una riconnessione con il cervello.
Questa rivoluzionaria innovazione ha prodotto risultati quasi istantanei durante i test. I tre pazienti hanno riacquistato la capacità di camminare con l’aiuto di un sistema BWS (body weight support) dopo una sola settimana di calibrazione con la neurotecnologia e nonostante diversi anni di paralisi cronica. Dopo 5 mesi di riabilitazione intensiva, con almeno quattro sedute a settimana, i pazienti sono stati in grado di camminare su un tapis roulant con l’elettrostimolazione spazio-temporale senza accusare affaticamento muscolare o un cedimento dell’andatura. In questa fase della riabilitazione, poi, gli uomini hanno mostrato un movimento delle gambe volontario anche in assenza di stimolazione.

Il prossimo obiettivo del progetto, secondo gli scienziati svizzeri, è fare in modo che la comunicazione tra il cervello e il midollo spinale sia memorizzata dal corpo del paziente e venga quindi ristabilita naturalmente senza stimolazione elettrica, permettendo alla persona di camminare senza l’aiuto dell’impianto. I due ricercatori sperano anche che lo studio, in futuro, diventi un trattamento riconosciuto nelle cliniche e negli ospedali.

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