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23.09.2019 - 06:000

Presto i medici potrebbero prescrivere ai pazienti robot sessuali

I robot potrebbero aiutare le persone a superare le disfunzioni sessuali, ma la preoccupazione è che possano rappresentare un rischio per chi non ne sia affetto

Un giorno i robot sessuali non solo saranno realtà, ma potrebbero essere addirittura coperti dall’assicurazione sanitaria. Ne è convinta la dottoressa Marianne Brandon, esperta psicologa clinica e terapista sessuale, la quale al Simposio della Società di Psicologia Evoluzionistica Applicata, tenutosi a giugno di quest’anno, ha sostenuto che presto i medici potrebbero prescrivere robot sessuali iperrealistici a pazienti con diagnosi di “disfunzioni sessuali”.

Ma mentre ciò potrebbe risultare una soluzione abbastanza innocua a un tragico problema, l'impatto sulla società potrebbe essere abbastanza preoccupante.

Brandon, durante la sua presentazione, ha osservato che i robot sessuali sono in fase di sviluppo e che quelli estremamente sofisticati arriveranno probabilmente entro il prossimo decennio. Questi robot, verosimilmente, saranno in grado di compiere quasi ogni atto sessuale immaginabile e potrebbero anche avere una personalità tale da apparire intelligenti e spiritosi. Brandon crede inoltre che la maggioranza maschile al Congresso sosterrà e approverà la legislazione che consente ai medici di prescrivere questi robot ai pazienti, con le compagnie assicurative a pagare il conto.

Tuttavia, Brandon ha anche condiviso un elenco di potenziali problemi che ritiene possano accompagnare l'avvento dei robot sessuali. Questi robot umanoidi iperrealistici, ad esempio, potrebbero essere presi di mira da alcune persone allo stesso modo in cui avviene attualmente con la pornografia. E il danno che potrebbero arrecare alle relazioni umane e sentimentali potrebbe essere decisamente catastrofico.

Questo perché i robot sessuali rappresenteranno essenzialmente il partner sessuale “perfetto”, attraente, conforme, conveniente, e oltre a essere sempre disponibili saranno anche in grado di produrre un intenso coinvolgimento nell’attività sessuale. Non sarà quindi così raro assistere a qualche infatuazione verso questi robot e all’insorgere di problemi di “dipendenza” sessuale. Inoltre, secondo la Brandon, la qualità relazionale tra esseri umani diminuirà e le persone saranno meno motivate a lavorare sui problemi con i loro compagni. Alcune persone potrebbero infatti rinunciare completamente alle relazioni tradizionali a favore dei robot, con il rischio concreto di una diminuzione dei matrimoni e persino dei tassi di natalità.

I robot sessuali, insomma, se da un lato verranno usati per aiutare le persone con disfunzioni sessuali, dall’altro potrebbero finire per provocare disfunzioni affettive. Una prospettiva alquanto pessimistica che potrebbe inaugurare la fine della società umana così come la conosciamo e sulla quale bisognerebbe riflettere attentamente.

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