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16.08.2019 - 14:350

Annunciata la creazione del primo embrione ibrido uomo-scimmia

Scienziati spagnoli affermano di aver creato, in un laboratorio in Cina, il primo embrione uomo-scimmia al mondo per ottenere organi

Un team di ricercatori guidati da Juan Carlos Izpisua Belmonte, il quale opera al Salk Institute in California ma ha condotto il trial in Cina, probabilmente anche per aggirare alcune norme in vigore negli Usa su queste procedure, ha annunciato di aver creato il primo embrione ibrido uomo-scimmia al mondo con lo scopo di ottenere organi da trapiantare negli esseri umani.

L’esperimento, ancora avvolto nel mistero e in attesa di una pubblicazione su una rivista scientifica ufficiale, è stato anticipato al quotidiano spagnolo “El Pais” dalla biologa Estrella Nunez dell'Università Cattolica Sant'Antonio di Murcia, che ha collaborato alla ricerca condotta da Belmonte, già noto per aver lavorato due anni fa al primo embrione uomo-maiale.

I precedenti esperimenti, allora, non andarono a buon fine in quanto le cellule staminali umane iniettate negli embrioni di maiale non attecchirono come previsto. Per tale motivo i ricercatori hanno fatto in seguito ulteriori tentativi con specie più simili tra loro, come ad esempio topi e ratti e, oggi, uomini e scimmie.

I ricercatori hanno dichiarato di aver iniettato cellule staminali umane in un embrione di scimmia, interrompendo l’esperimento prima che l'embrione fosse abbastanza grande per nascere. Stando a quanto riportato dal quotidiano spagnolo, inoltre, gli embrioni di scimmia sarebbero stati geneticamente modificati per disattivare alcuni geni essenziali che controllano la crescita degli organi. Solo successivamente sarebbero state iniettate cellule staminali umane capaci di generare qualsiasi tipo di tessuto. Insomma, al momento non è stato creato nessun prototipo di uomo-scimmia. Ma i critici sono preoccupati perché le cellule staminali umane possano migrare, finendo al cervello. Nunez, dal canto suo, ha assicurato che sono stati messi in atto meccanismi per far sì che nel caso le cellule umane migrassero nel cervello si autodistruggerebbero.

Come ricorda Angel Raya del Centro di medicina rigenerativa di Barcellona, gli esperimenti sugli organismi con cellule di due specie diverse vanno incontro a “barriere etiche”. Oggi, nel caso della creazione di “chimere”, gli scienziati hanno tradizionalmente fissato una “linea rossa” a 14 giorni di gestazione. Tale limite non consente all’embrione di sviluppare un sistema nervoso centrale umano e, dunque, tutti gli embrioni vengono distrutti prima di tale momento.

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