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LUGANO
13.03.2018 - 11:430

Intelligenza artificiale: l’allievo supera il maestro

Ma nonostante le loro incredibili capacità, le macchine intelligenti hanno ancora bisogno dell’uomo per avere le informazioni necessarie per il calcolo

LUGANO -  L’AI è uno speciale tipo di intelligenza esibito da computer e altre macchine, un agente flessibile che percepisce il suo ambiente e intraprende le azioni necessarie per la soluzione di un problema. Viene utilizzata quando le macchine, copiando le funzioni cognitive degli esseri umani, velocizzano e rendono più affidabili l’apprendimento e la risoluzione dei problemi. Gli scienziati la stanno sempre più utilizzando per risolvere quesiti e misteri che un normale cervello impiegherebbe anni per decodificare. L’AI ragiona con un meccanismo simile al nostro ma lo fa in tempi molto più ristretti. I possibili campi d’applicazione sono infiniti: dalla medicina alla ricerca, dall’astrofisica alle più banali funzioni domestiche. Ogni campo della vita quotidiana, professionale, industriale potrebbe essere governato, o meglio “aiutato e potenziato”.

Nonostante le loro incredibili capacità, le macchine intelligenti hanno ancora bisogno dell’uomo per avere le informazioni necessarie per il calcolo.

Proprio per queste particolarità, in molti temono che l’AI possa rappresentare una minaccia per l’uomo se il suo utilizzo non venisse regolamentato da un codice etico. Non sono in pochi coloro che sono convinti che prima o poi si arriverà ad una fantascientifica presa di coscienza delle macchine. Per adesso Watson, il super computer di IBM, ha impiegato circa 10 minuti per giungere alle conclusioni su quale fosse la terapia migliore da seguire nella cura di un caso di cancro, mentre al team di “umani” sono servite 160 ore. Inoltre, stanno nascendo le prime scuole per sviluppatori e programmatori di AI: un’ottima e strategica alternativa ai tradizionali percorsi scolastici.

Un piccolo esempio di applicazione - Non tutti sanno che, nel campo della medicina rigenerativa, da tempo gli scienziati stanno studiando i meccanismi che regolano i processi di rigenerazione dei vermi, esseri in grado di “ricreare” parti del corpo amputate, le quali addirittura possono a loro volta diventare vive e indipendenti. Un mistero che è rimasto ben lontano dalla risoluzione fino a quando una AI programmata all Tufts University nel Massachusetts, analizzando e simulando innumerevoli scenari, ha prodotto un modello completo del processo che permette ai geni del verme piatto di rigenerarsi.

Questo è solo un esempio di come l’intelligenza artificiale possa supportare gli esseri umani e di fatto partecipare al miglioramento della nostra vita.

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