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MONDO
10.11.2017 - 08:400
Aggiornamento : 10:33

Pornografia: è davvero nociva?

Se ne parla poco ma in tanti la guardano. Realizzata in tutte le lingue, in ogni colore e per tutti i gusti. È un tabù lontano dall’essere superato, spesso condannato. Ma fa davvero così male?

Sono lontani ormai gli anni in cui per fruire di contenuti pornografici c’era bisogno di guardare videocassette senza etichetta mentre a casa dormono o nascondersi in bagno con giornaletti peccaminosi. Con l’avvento di internet la pornografia è diventata facilmente accessibile, senza filtri, basta qualche click. Addirittura, grazie alla realtà virtuale, l’esperienza è ormai ancora più coinvolgente e realistica. In sostanza, il mondo del porno è stato sdoganato e, di conseguenza, critiche e allarmismi che ne denunciano la pericolosità sono aumentati. Ma esistono prove scientifiche che certificano la pericolosità della pornografia? La risposta alla domanda è difficile da dare perché presupporrebbe che diversi volontari si prestino a guardare in laboratorio e sotto osservazione materiale pornografico. Situazione abbastanza imbarazzante. Tuttavia qualcuno si è sacrificato in nome della scienza.

Come il cervello reagisce alle immagini pornografiche

Già nel 1994, la ricercatrice olandese Ellen Laan ha scoperto, grazie ad un fotopletismografo inserito nella vagina, che le donne si eccitano per i film pornografici. Pare quindi che uomini e donne abbiano la stessa sensibilità verso le immagini erotiche.

Al contrario di quello che si possa pensare, alla Emory University di Atlanta hanno riscontrato che i maschi si concentrano molto anche sui volti e sulle espressioni delle attrici: per stabilirlo è bastato utilizzare l’eye tracking, una tecnologia per il tracciamento dello sguardo.

Dalla Washington University School of Medicine arriva la notizia che la nostra reattività alle immagini di sesso sia molto maggiore rispetto a tutti gli altri tipi di immagini. La cosa è giustificata dalla presenza nel cervello di una rete neurale specializzata nell’elaborazione di stimoli biologicamente rilevanti.

La differenza tra uomini e donne

Monitorando il cervello di 28 persone mentre guardavano immagini pornografiche, sempre all’università di Atlanta, hanno osservato che il cervello degli uomini si illumina a giorno mentre quello delle donne si accende poco. Ciò dimostra che i maschi sono molto più attratti dallo stimolo visivo. Da Berlino invece arriva la preoccupante notizia che gli uomini che consumano molta pornografia presentano il corpo striato, ovvero la parte del cervello che gestisce la sfera della ricompensa, più piccolo. Se sia stato l’eccessivo consumo la causa della riduzione o se invece chi ha il copro striato più piccolo ha bisogno di più pornografia non è stato ancora capito.

Nel 2005 è stato scoperto in Australia che dopo la visione di un film hard – in particolare del genere gang bang – la motilità degli spermatozoi aumenta. Il sintomo dovrebbe essere dovuto alla competizione spermatica: in presenza di un competitor, il liquido seminale diventa più combattivo.

Quindi la pornografia fa male?

Diversi studi provenienti da tutto il mondo provano che la pornografia non provoca disfunzioni erettili, non rende sessualmente aggressivi e nella maggior parte dei casi non crea dipendenza. Sembra però che il porno alimenti atteggiamenti sessisti: porta gli uomini a preoccuparsi meno delle esigenze delle proprie partner e a sviluppare il senso del dominio.

P.T.

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