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12.03.2021 - 07:590

Quando l'editoria è al servizio del territorio

Intervista con il Direttore De Giorgi di Ticino Management per conoscere le nuove sfide per l’approfondimento di qualità

Secondo l’ultima fotografia scattata dal Centro di ricerca per il pubblico e la società (FÖG) dell'Università di Zurigo nel suo annuario "Quality of Media 2020", la richiesta e ricerca di un giornalismo di qualità è una delle tendenze che si sono più affermate nel corso degli ultimi mesi.

La pandemia, che purtroppo ha depresso la gran parte delle attività economiche, è riuscita a riportare al centro delle nostre vite l’informazione seria e autorevole. L’indagine rivela che gli svizzeri si affidano ai media tradizionali indipendentemente dall'età. Infatti, il 44% degli intervistati ha dichiarato di fidarsi di questi media consolidati, mentre la fiducia sulla bontà delle notizie che si ricavano attraverso i social media si colloca solo al 19%. Un risultato questo che conferma come il giornalismo di qualità e attento alle voci del territorio possa essere ancora più che di moda, per riportare al centro e valorizzare le eccellenze Made in Swiss.

Ma per capire in quale contesto difficile si stanno muovendo gli editori, abbiamo rivolto qualche domanda a Valerio De Giorgi, Direttore ed Editore della testata Ticino Management. Con alle spalle decenni di esperienza pregressa nel mondo dell'editoria internazionale, tra Germania, Regno Unito e Italia, è dal 1988 che racconta il territorio da un punto di osservazione privilegiato.

Gli siamo particolarmente grati anche per l’iniziativa che come media partner di ated-ICT Ticino ci ha voluto accordare. Infatti, per i 50 anni dell’associazione ai nostri iscritti sarà offerto un abbonamento gratuito alla testata Ticino Management. Per aderire all’opportunità basta accedere a questo link.

Direttore De Giorgi, quali sono a suo modo di vedere le evoluzioni del Ticino che negli anni si è trovato a descrivere e a raccontare al mondo imprenditoriale e ai suoi lettori?
«Una premessa; il Ticino ha 'subìto' un fantastico sviluppo economico a partire dalla metà degli anni Cinquanta, cui vi hanno contribuito a fasi alterne molti elementi, tutti particolarmente positivi. In primo luogo, quello che viene abitualmente definito il 'miracolo economico italiano', è proprio da questo che si sono originate le fortune della Piazza finanziaria; in secondo il turismo, ha dato il là al settore delle case di vacanza; e in terzo, non va dimenticato, l'incredibile sviluppo che la stessa Svizzera stava conoscendo in quegli anni, e che ha poste le indispensabili basi perché potesse svilupparsi un importante tessuto manifatturiero. Su molti è andato segnalandosi il tessile, tanto che negli anni Sessanta, e forse ancora nei Settanta, il Ticino era l'indiscussa capitale europea della camicia.

Cambiò però tutto sin dagli inizi dei Novanta, pur con una buona tenuta della Piazza, il galoppare degli interessi aveva iniziato a porre notevoli problemi all'immobiliare, prima d'investimento e poi privato. In questa fase la svalutazione costante della lira prima, e dell'euro poi, garantivano ancora ampi margini di crescita alla Piazza, e a tutto il suo indotto.

Dopo la metà dei Novanta, genialità politiche e imprenditoriali hanno inaugurato la stagione della logistica integrata, e di quella che oggi chiamiamo 'fashion valley', e con essa il Ticino è divenuto uno snodo importante per la moda firmata, un ruolo di rilievo che pur con le distinzioni dettate dal digitale, conserva ancora. Un sostegno all'economia, negli anni delle 'avverse' legislazioni italiane a danno della Piazza, è venuto da un'ulteriore diversificazione del territorio, con la crescita di meccatronica, farmaceutico e MedTech.

La battuta d'arresto della finanza locale ha però gravato ulteriormente sul commercio, già alle prese con l'impossibile forza del franco svizzero e che oggi sta affrontando una delicata fase di riposizionamento strategico, scommettendo sul turismo, più di qualità che non quantità.

L'immobiliare continua a espandersi, ma in qualità d'investimento per i cospicui depositi accumulati da parte delle Casse pensioni, e quale valida alternativa ad altre forme più rischiose; e proprio in Ticino trova le condizioni migliori, anche solo per costruire, senza vendere o affittare. Ovviamente, non va dimenticato quel piccolo mondo pubblico/privato che è la ricerca, che fa da traino alle strutture universitarie, al pari delle start-up, che per competere in rete devono comunque poter costruire su basi solide e concrete».

Quali sono i valori che vede ancora ben radicati nel nostro territorio e qual è il timbro, il fattore critico di successo che le imprese elvetiche possono affermare su scala globale?
«La domanda è pertinente, la Svizzera ha come pochi altri Paesi al mondo una struttura logistico amministrativa competitiva a tutti i livelli, soprattutto per chi ancora non voglia solo amministrare ma anche produrre. Tale struttura costituisce un forte vantaggio competitivo per l'economia elvetica, che però nel caso dell'economia reale si scontra con la prepotente forza del franco svizzero. Solo l'industria della finanza, e dunque la Piazza finanziaria, trova ancora nel franco un alleato, e uno dei migliori».

Ticino Management è una Casa editrice che dal 1988 presidia e racconta storie imprenditoriali di successo con diverse testate autorevoli e ben curate nei contenuti, come l'omonima Ticino Management, Ticino Donna e Arte&Storia. Quali sono le novità anche sul fronte digitale che possiamo attenderci per il futuro?
«Work in progress, si definisce così tutto quello che sta succedendo sulla rete, che è sempre di più una forma alternativa di nuovo governo del mondo. Esserci è importante, trarne un guadagno è un'altra storia. Trasmettere l'autorevolezza e l'affidabilità della carta stampata sulla rete non è cosa da poco, e soprattutto richiede tempo.

Il nazional popolare riscuote un ampio consenso, da cui deriva il suo significativo successo, e continuerà a farlo. La sua fortuna sono tutte le notizie frivole, brutte o belle che siano, che vengono fornite con costanza e generosità dall'attualità di tutti i giorni. L'editoria digitale che abbia invece un 'certo profilo', e che voglia anche mantenerlo, sulla rete ha bisogno tanto di tecnologie quanto di creatività che sappiano però accompagnarsi a quel tipo di informazione utile e preziosa che vi cercherebbe quello stesso lettore della carta stampata, seppur anche in settori e comparti differenti. Ciò detto, la vera domanda diventa se l'informazione debba essere locale, nazionale, regionale/europea o mondiale. Tutto dipende ovviamente anche dalle disponibilità economiche derivanti, perché la raccolta pubblicitaria in questo ambito è incredibilmente contenuta, e inventarsi business model ibridi con i social media non può prescindere dai costi considerevoli che la qualità dei contenuti in ogni caso continuerà a imporre».

CHI È ated – ICT Ticino

ated - ICT Ticino è un’associazione indipendente, fondata e attiva nel Canton Ticino dal 1971, aperta a tutte le persone, aziende e organizzazioni interessate alle tecnologie e alla trasformazione digitale. Dal suo esordio, ated - ICT Ticino organizza manifestazioni e promuove innumerevoli conferenze, giornate di studio, visite e viaggi tematici, workshop e corsi. ated - ICT Ticino collabora con le principali istituzioni pubbliche e private, enti e aziende di riferimento, nonché altre associazioni vicine al settore tecnologico e all’innovazione. Grazie alla costante crescita qualitativa dell’attività svolta sul territorio, ated – ICT Ticino si propone come l’associazione di riferimento nell’ambito economico, politico ed istituzionale del cantone, in grado di favorire il dibattito tra aziende e professionisti e capace di coinvolgere le giovani generazioni, grazie ai percorsi promossi dal programma ated4kids e da tutte le sue altre iniziative.

Per ulteriori informazioni
ated – ICT Ticino
Email: media@ated.ch | T. +41(0)91 8575880


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Ultimo aggiornamento: 2021-04-15 07:24:12 | 91.208.130.87