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ATED
30.04.2019 - 08:370

Dal Ticino a Zurigo fino in Asia, per parlar la stessa lingua: quella dell’innovazione

Nati a Lugano, esportati a Zurigo, attecchiti all’estero, i Voxxed Days mettono in connessione informatici di tutto il mondo

 

Il 5 ottobre tornano a Palazzo dei Congressi, con un auspicio: che siano più “femminili”.

Succede un giorno che le cose prendano una direzione inversa. Che sia il più piccolo ad avere qualcosa da insegnare al grande, a superare ogni esitazione e farsi avanti. Il Ticino che da sempre prende esempio da Zurigo, e la guarda spesso in soggezione, finisce così per stravolgere le carte; osare, andare fin lassù a portare il proprio, e ricevere riconoscenza in cambio, invece del rifiuto di chi si sente un usurpato.
Un’occasione per fare cultura, community, networking, fra gente che parla la stessa lingua: Java, web, mobile, Jvm. A Lugano, dove nel 2014 un manipolo di uomini ebbe l’intuizione dei Voxxed Days; così come a Zurigo, a Ginevra e anche in Asia e Oceania, dove nel frattempo il format è attecchito. «Il nome è l’anagramma di Devoxx, team al quale decidemmo di rivolgerci per metterlo a punto», spiega Federico Yankelevich, fra i promotori assieme a Celestino Bellone, Sylvain Jermini e Mario Fusco di una giornata che, il 18 aprile 2015 per la prima volta in Svizzera, richiamò circa trecento informatici a Palazzo dei Congressi.
Conferenze per lo più da cinquanta minuti e meno spesso da venti, ospitate in parallelo in quattro sale, proposte anche a Zurigo a partire dal 2016 e nel 2017, con cadenza biennale, al Cern di Ginevra. Tre location in tre momenti diversi dell’anno per superare, ampiamente, quota mille partecipanti: impresa ben altro che difficile, per una realtà dove i numeri degli addetti ai lavori si impennano e di pari passo anche l’affluenza alla manifestazione. A Zurigo, per esempio, in un anno si è registrato un +20%: 517 persone si sono ritrovate al Sihlcity Cinema il 19 marzo scorso, a fronte delle 433 nel 2018.
Come andrà a Ginevra, alla seconda edizione il primo maggio, lo si saprà fra poche ore. Per il Ticino, bisognerà aspettare invece il 5 ottobre, quando il nastro dei Voxxed Days verrà tagliato per la quinta volta. In dirittura d’arrivo la vendita dei biglietti Blind Bird, a prezzo agevolato fino al 10 maggio. Ancora una settimana anche per rispondere alla call lanciata per selezionare, da ogni parte del mondo, gli speaker più quotati. Con un auspicio: che cresca la risposta delle donne, e non venga più fermata da meri pregiudizi e senso di inadeguatezza.
È nella platea femminile che si coltivano ora le chance di un incremento nelle cifre, altrimenti attestate fra i 300 e i 400 partecipanti l’anno in Ticino. «È chiaro che altrove il potenziale è maggiore», osserva Yankelevich. Ma guai a sentirsi derubati della scena da chi, per posizione e dimensioni, riscuote più adesioni. «Per noi resta un’opportunità enorme», spiega Federico, che dall’anno scorso condivide l’organizzazione con Ated.
E la fatica, certo; e i rischi d’impresa, e i costi, la ricerca continua di sponsor e di sostenitori, indispensabili per la riuscita di un evento che, al di là delle ansie e degli sforzi, vanta grossi meriti e genera ampie soddisfazioni. Ragion per cui nel 2018 Ated ha deciso di abbracciarlo con coraggio ed entusiasmo. «Crediamo nei Voxxed: un’occasione straordinaria di formazione per le aziende locali, che per un giorno si mettono in connessione diretta con speaker di fama mondiale», osserva Cristina Giotto.
C’è però da lavorare costantemente, dietro le quinte e davanti, e convincere della necessità di superare ostacoli e preconcetti; persuadere chi è ancora parzialmente scettico dell’importanza di riunirsi e ragionare insieme, ogni tanto, condividendo professionalità, competenza e, perché no, popolarità. «Per questo i prezzi sono e resteranno accessibili, rispetto a conferenze di alto standing: perché vogliamo raggiungere tutti», concludono gli organizzatori.
Non una maniera per abdicare alla qualità, ma al contrario un modo per renderla fruibile; anche attraverso video su YouTube in cui chi non c’era possa ascoltare a posteriori quello che è stato, e trovare la voglia di non perdersi il successivo appuntamento. Uscire allo scoperto, finalmente, e portare alla luce le eccellenze che esistono anche là dove non fanno rumore. «Il settore è ancora giovane, poco conosciuto, ma sta crescendo a una velocità inimmaginabile. Per questo servono i Voxxed Days, durante i quali mostrarsi agli esperti del settore, agli sponsor, alla politica».

Qui, in questa terra che di norma si guarda dall’alto verso il basso: ma stavolta solo per pecca della geografia. Quanto a informatica, programmazione, innovazione e mondo digitale, ci si toglie il cappello: e si rende omaggio (e tante grazie) a quel cantone che per primo ebbe l’idea.

Qui per consultare il programma dell’evento.

Articolo di Sara Bracchetti

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