ULTIME NOTIZIE ated ICT Ticino
BELLINZONA
2 gior
Ecco i marchi più importanti al mondo
L'innovazione e la creatività sono fattori chiave per la crescita
ATED
4 gior
Instagram Shopping: ecco cosa cambia
Grazie agli ultimi aggiornamenti, vendere su Instagram diventa molto più pratico e veloce
ATED ITC TICINO
1 sett
Autunno Digitale 2020 si accende con Visionary Day
Digital Transformation, formazione, scambio di conoscenze tra imprese, professionisti e appassionati del mondo digitale
ATED ICT TICINO
1 sett
Segway addio: esce di produzione dopo 19 anni
Doveva rivoluzionare la mobilità personale, ma è stato un flop.
MONDO
1 sett
Al via un fondo da due miliardi per l'energia pulita
Il fondo investirà in società che sviluppano prodotti e tecnologie per la protezione del pianeta
ATED
2 sett
Novità in casa WhatsApp
Il numero massimo di persone per chiamate vocali e videochiamate di WhatsApp raddoppia, passando da 4 a 8
ATED
2 sett
Come gestire al meglio il lavoro da remoto
In questo periodo di covid-19 abbiamo sperimentato il telelavoro con tutti i suoi pregi e le sue peculiarità
ARTICOLO SPONSOR
2 sett
Una piattaforma al servizio delle PMI svizzere
Si chiama Now Together e si propone come una vetrina online per presentate attività e annunci
ITALIA
3 sett
Alexa sale anche in auto
I clienti possono aggiungere tutte le potenzialità di Alexa alla propria auto
ICT ATED TICINO
3 sett
La tecnologia e le competenze da formare
ated-ICT Ticino invita le aziende del territorio a offrire opportunità di apprendistato
FOTO
ATED
3 sett
Anche Facebook per lo shopping online
Un aiuto per vendere sulla rete arriva anche dal colosso dei social
CANTONE
07.04.2019 - 18:290

I videogiochi come Netflix: saranno il nostro pane quotidiano

Nuova “Visionary Night” con ated – ICT Ticino

Un’arte, come il cinema. È la “visione” del game director Massimo Guarini, ospite il prossimo 12 aprile al CineStar di Lugano per la quinta Visionary Night organizzata dalla ated – ICT Ticino

Bisogna esser visionari anche per credere che il gioco sullo schermo sia un’arte come il cinema, la musica; oppure di più, visto che le possiede entrambe e approfondisce. Normalità in Giappone, dove Massimo Guarini, produttore di fama internazionale e imminente protagonista della quinta Visionary Night, è cresciuto professionalmente.

Lì ci si divide addirittura in game planner, game designer, game director, rivendicando le specialità; qui si fa fatica anche a trovare banale riconoscimento. «Quando parlo con altri imprenditori e dico che io opero in questo settore, mi chiedono se faccio slot machine o giochi da bar e mi fanno pesare il fatto che loro lavorino, che ne so, nell’acciaio, come se quella fosse una industria seria, la mia no», ha spesso raccontato.

Eppure nel 2011 ha deciso di tornare indietro, come fa chi non vuole solo approfittare di quello che c’è, dove c’è, ma aspira a cambiare il resto del mondo. Che è convinto prenderà, prima o poi, un’altra direzione. Ammetterà l’errore e restituirà dignità al videogioco come opera di ingegno, alla stregua di altre che, «in passato, a loro volta non erano considerate tali».

Per ora, c’è ancora molto da lottare, contro chi resta persuaso che «i giochi elettronici sono una delle cause dell’incapacità di leggere, giocare e sviluppare il ragionamento». Parola di un ex ministro dell’Economia, e solo cinque mese fa, nonostante la fresca nomina ai Bafta con il celeberrimo “Last Day of June” e il successo conclamato di Ovosonico, studio indipendente fondato da Guarini nel 2012 a Varese, di recente trasferito a Milano.

Per questo è importante che non si smetta di parlarne, in Italia dove ha sede la sua azienda come in Ticino dove, in fondo, si parla la stessa lingua: quella del videogioco, beninteso. Termine però che a Massimo Guarini dà oramai fastidio, anacronistico e svalutante. «Noi tutti dobbiamo ripudiare queste definizioni antiquate e far capire al mondo che siamo un’industria di intrattenimento», ha dichiarato chi di “Rayman”, “Naruto - Rise of the Ninja”, “Shadow of the Damned” e “Murasaki Baby” può dirsi autore”. Flowers*2017

Parola, questa sì, da rilanciare: perché «l’approccio autoriale è fondamentale», a coordinare il lavoro di più menti in grado di offrire, infine, qualcosa di più di uno sciocco giochino che poi si guadagna la diffidenza dell’onorevole Carlo Calenda e la ferocia verbale dei detrattori della “perdita di tempo”, lo scorso novembre su Twitter.

Il fatto è che, ha reagito Guarini, «risulta ancora molto facile, e soprattutto giustificabile, cadere in generalizzazioni superficiali in grado di condannare nella sua totalità una forma di intrattenimento ormai oggettivamente riconosciuta a livello mondiale come veicolo di espressione culturale». In certi posti con più difficoltà che altrove.

Eppure non ha dubbi; la sua visione del futuro, in varie occasioni ribadita, è chiarissima: verrà un giorno in cui si giocherà come oggi si guarda Netflix, una fantasia e un assurdo fino a qualche decennio fa. «Ciascuno avrà sulla propria tv il canale Nintendo, il canale Microsoft, il canale Sony e si dirà: “A cosa gioco questa sera? Guardo cosa danno su Nintendo”».

Un’occasione unica per incontrarlo di persona venerdì 12 aprile 2019 dalle ore 20.30 presso il CineStar.

Le iscrizioni possono essere effettuate da questo link.

 

 


YouTube

Facebook

Instagram

Linkedin

Twitter


Copyright © 1997-2020 TicinOnline SA - Tutti i diritti riservati
IMPRESSUM - DISCLAIMER - SEGNALACI - COMPANY PAGES
Disposizioni sulla protezione dei dati  -   Cookie e pubblicità online  -   Diritto all'oblio


Ultimo aggiornamento: 2020-07-12 16:31:11 | 91.208.130.89