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09.10.2018 - 12:350

La necessità di insegnare il coding ai bambini è ormai avvertita anche a livello istituzionale

Il progetto Robot Street Challange promosso da ated è giunto al termine della seconda edizione

LUGANO - Il progetto “Robot Street Challange” oramai giunto al termine della seconda edizione promosso da ated – ICT Ticino, sotto il cappello di ated4kids è nato dall’interesse comune di creare dei nuovi strumenti che possano insegnare il digitale e la programmazione ai bambini collaborando insieme ad adulti e genitori.

Lo hanno fatto tramite la creazione di prodotti (giochi) in grado di trasformare materie come la programmazione e la robotica in esperienze tangibili che ruotano attorno al gioco fisico. È inutile negare come la fisicità dei giochi digitali sia un aspetto importantissimo nell’apprendimento dei più piccoli, che spesso viene ignorato da chi punta troppo su prodotti puramente digitali per risolvere lo stesso problema. Per saperne di più seguire il nostro canale dove ci sono tutti i video dalla progettazione alla fase finale!

L’Alfabetizzazione digitale, in inglese (Digital Literacy), è la capacità di saper utilizzare le nuove tecnologie e i nuovi media (smartphone, smart Tv, tablet, pc), che offre la possibilità di partecipare attivamente alla nostra società, sempre più digitalizzata.

La società dunque non può trascurare la formazione digitale di ogni individuo perché le tecnologie digitali sono ormai presenti in ogni aspetto della vita di tutti noi, sia a livello lavorativo, che amministrativo, economico e sociale. La formazione digitale rappresenta un grande potenziale per contrastare le disuguaglianze nel mondo; inoltre, grazie alla condivisione delle conoscenze, può apportare molti benefici alla crescita culturale, sociale, economica dei paese.

Come si fa ad insegnare a programmare un robot?

La necessità di insegnare il coding ai bambini è ormai avvertita anche a livello istituzionale. Gli educatori e programmatori quando spiegano i vantaggi e le opportunità che il coding offre ai bambini vanno oltre la considerazione che possano diventare in futuro bravi programmatori. Mitch Resnick, uno degli svilupppatori di Scratch (il software di riferimento per la programmazione visuale, nato nel 2006 nel Media Lab del Mit di Boston) spiega con molta convinzione che i bambini devono imparare a creare attraverso le tecnologie digitali, e non solo a interagire con esse. Ecco come illustra il proprio lavoro nella TED Conference Let’s teach kids to code del 2012, spiegando come i bambini possano diventare protagonisti di un processo creativo utilizzando un nuovo e potente linguaggio. E finire così per crescere anche nella propria autostima. Ma non è solo una questione di nuovi linguaggi e creatività. Ma anche lo sviluppo della capacità di ascolto, del rispetto e della collaborazione tra pari.

  • Obiettivo

Le materie che sono state portare nelle scuole e nelle case attraverso questo contest sono sicuramente importantissime per il futuro in cui vivranno le nuove generazioni, senz’altro per lavorare ed essere individui produttivi in un mondo sempre più connesso e dipendente dalla tecnologia, ma soprattutto per essere individui creativi e liberi, in grado di esprimersi controllando e utilizzando la tecnologia e non solo consumandola in maniera passiva.

  • Il coding come nuova frontiera

L’importanza della programmazione sta nel fatto che il mondo in cui viviamo è governato da macchine e tecnologie digitali che parlano attraverso algoritmi e programmi. Dagli ospedali, alle banche, agli aeroporti, ma anche alle industrie creative. La programmazione è la lingua che usiamo per parlare con le macchine, e come ogni altra lingua non è una cosa che si impara da adulti, è una cosa che si impara da piccoli. Per dare un esempio forse un po’ estremo, ma anche molto vero, in futuro il mondo si dividerà in due gruppi; quelli che seguiranno le macchine, e quelli che controllano le macchine.

Per questo ated4kids ha investito e vuole continuare a farlo sull’insegnamento ai ragazzi “renderli attori e non consumatori passiva di tecnologia”.

I principi chiave

1. Identità del cittadino digitale = ovvero la capacità di costruire e gestire una sana identità sia online che offline con rigore ed integrità morale.

2. Gestione del tempo e dello schermo = si identifica con la capacità di saper gestire il proprio tempo a disposizione davanti allo schermo con un buon livello di autocontrollo

3. Gestione del cyberbullismo = la capacità, cioè, di individuare situazioni di bullismo informatico riconoscendone il pericolo e riuscendo ad affrontarlo in maniera saggia e corretta.

4. Gestione della sicurezza in rete = ovvero la capacità di proteggere i propri dati

5. Gestione della privacy= la capacità, quindi, di gestire con discrezione tutte le informazioni personali condivise online per proteggere se stessi e la privacy altrui.

6. Pensiero critico= si identifica con la capacità di distinguere un’informazione vera da una falsa, un buon contenuto da uno dannoso, e contatti online affidabili da quelli discutibili.

7. Presenza in rete= non è altro che la capacità di capire la natura della presenza in rete e la loro conseguenza nella vita reale per gestirla responsabilmente.

8 . EMPATIA DIGITALE = la capacità di mostrare empatia verso i bisogni e i sentimenti altrui online.


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