mobile report Segnala alla redazione
LUGANO
28.09.2018 - 10:030
Aggiornamento 14:00

Un kit per dire alle ragazze arabe che un futuro STEAM è possibile

di Natascha Fioretti

 

Leyla Tawfik studia interaction design alla SUPSI grazie alla borsa d'impresa della Fondazione Leonardo.
Ventitré anni, italiana di origini egiziane da parte di padre, per il suo lavoro di tesi in comunicazione visiva ha inventato un kit di Maker Education per ragazze egiziane dai 12 ai 14 anni. È questa l'età nella quale scelgono il loro indirizzo di studi. Non si tratta di un kit qualunque e il nome è già un indizio: Ethafa, acronimo arabo che sta per Eulim, Taqia, Handas, Fanin e Alriya, l'equivalente della parola inglese STEAM e dunque Science, Technology, Engineering, Arts and Mathematics. Leyla Tawfik nella realizzazione di questo progetto è stata seguita da Serena Cangiano coordinatrice del Master of Advanced Studies in Interaction Design alla SUPSI. E se la storia e il progetto di questa brillante ragazza vi ispirano quanto hanno ispirato me, segnatevi il suo workshop introduttivo all'elettronica in programma per il 6 ottobre dall 9.00 alle 12.25 alla SUPSI (andate qui sul sito Ated per i dettagli). Qui invece ci racconta da vicino come è nato Ethafa.

Di cosa si tratta?

«È un kit di Maker Education per le ragazze egiziane che ha lo scopo di promuovere gli insegnamenti STEAM all'interno di un target culturale specifico e femminile».

Perchè questa scelta?

«Durante la ricerca ho riscontrato che in ambito STEAM c'è una forte disparità di genere tra le carriere all'interno di settori come la tecnologia, la scienza, la matematica e con questo kit volevo creare uno strumento che invogliasse le ragazze a intraprendere studi e carriere in questi campi. Successivamente, dopo la tesi, lavorando sul kit e portandolo anche in contesti fieristici come la Maker Fair di Roma e di Zurigo mi sono confrontata con altre persone e ho constatato che rivolgersi esclusivamente alle ragazze egiziane poneva un limite. Così ho deciso di allargare il kit a tutte le teenager arabe».

Tu parli l'arabo?

«No, infatti non è lingua che ha influenzato questa mia scelta. Ho deciso di non realizzare il kit in inglese perché sul mercato occidentale ce ne sono già diversi che insegnano l'elettronica ai ragazzi di tutte le età mentre nel contesto culturale arabo mancava un prodotto così».

Il kit si può trovare sul sito, più avanti sveleremo l'indirizzo e daremo anche la possibilità di vedere in video di cosa si tratta. Intanto ce lo racconti?

«Il kit contiene cinque piccole scatole. Su ognuna c'è il nome di una materia STEAM e dentro si trovano le componenti e le istruzioni che servono per costruire dei robottini grandi come il palmo di una mano. È importante collaborare e interagire insieme, fare un lavoro di gruppo. Una volta costruiti, ognuno di questi personaggi è in grado di interagire in maniera diversa. L'interazione, tra le altre cose, è collegata alla materia che rappresentano. Il personaggio verde è Eulim e rappresenta la scienza. L'interazione avviene nella parte alta dei robottini dove un sensore emette una luce. Fanin, quello arancione, è l'artista e il suo sensore anziché emettere delle luminosità diverse, grazie ad un buzzer, compone della musica ed emette sequenze sonore».

I robottini sono carini, ognuno di colore diverso, ma qual è lo scopo dell'esercizio una volta assemblati?

«È importante dire che il kit e le sue componenti sono pensati all'interno di una narrazione, di uno storytelling per cui ogni robottino rappresenta un personaggio e tutti insieme appartengono al popolo degli steamian che arrivano dallo spazio e hanno conoscenze che noi non abbiamo. Dunque c'è una narrazione che accompagna e avvalora il ruolo e la funzione dei 5 personaggi. Durante la costruzione si viene a conoscenza di alcune nozioni inerenti la materia che ogni personaggio rappresenta».

Dietro a questo prototipo e alle sue dinamiche c'è la tecnologia Arduino, di cosa si tratta?

«La bellezza di usare una scheda Arduino risiede nel fatto che si possono creare infinite combinazioni modificando il codice. Ad esempio se i led non li voglio verdi, li voglio blu, posso intervenire sul codice per fare la modifica. Questo cambia anche il modo di interagire del personaggio e apre una fase successiva di approfondimento personale».

Ora che è pronto il prototipo e stai approfondendo le tue conoscenze di interaction design, quali sono i prossimi passi?

«Nel lungo termine affinare il kit e le sue componenti per immetterlo in una produzione su larga scala. Nell'immediato c'è in progetto la costruzione di una piattaforma open source non soltanto per condividere le attività ma per condividere le proprie conoscenze ed esperienze, materiale utile per fare dei worshop, una piattaforma sulla quale condividere storie di scienziate. Non soltanto per invogliare all'utilizzo di queste tecnologie ma anche ispirarle per fornire loro degli esempi. Vorrei poi implementare anche la parte marketing magari lanciando una campagna su Kick starter o fondare una start up».

Ecco qui il video che presenta e spiega Ethafa, il kit STEAM per teenager arabe di Leyla Tawfik: https://ethafa.github.io/video/Prova.mp4
L'indirizzo del sito invece è questo: ethafa.github.io

Copyright © 1997-2018 TicinOnline SA - Tutti i diritti riservati
IMPRESSUM - DISCLAIMER - SEGNALACI - COMPANY PAGES
Disposizioni sulla protezione dei dati  -   Cookie e pubblicità online  -   Diritto all'oblio


Ultimo aggiornamento: 2018-10-16 10:54:08 | 91.208.130.86